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Paese che vai, tasse sulle imprese che trovi

Si va dal 55% degli Emirati Uniti al 5,5% di Barbados: il tax rate varia molto a livello mondiale. L’Italia è poco sopra la media globale

Paese che vai tassazione che trovi. Le imposte a carico delle aziende, infatti, non sono uguali in tutto il mondo. Anzi. A scattare una fotografia aggiornata del sistema fiscale di 176 Nazioni è il report “Corporate tax rates around the world” realizzato dalla Tax foundation, da cui emerge che l’Italia vanta una tax rate del 27,8%, poco sopra la media globale, pari al 26,3%. A guidare questa speciale classifica sono gli Emirati Arabi, con il 55% di tassazione. A chiuderla le Barbados, con un tasso appena del 5,5%. In mezzo, le realtà più disparate: si va dal 50% di Comoros, stato insulare dell’Africa, al 7,5% del Turkmenistan; dal 37,5% di Puerto Rico all’8% dell’Uzbekistan. Addirittura ci sono decina di Paesi, perlopiù piccole isole come Bahamas, Bermuda e Cayman, dove non esiste un’imposizione sul reddito delle società. Se guardiamo ai continenti, il valore medio più basso si registra in Europa (20,3%), mentre quello più alto in Africa (28,4%). Gli Stati Uniti, in seguito alla riforma voluta da Trump nel 2017, sono scesi dal quarto posto a metà classifica.

Dal 1980, il tax rate è diminuito progressivamente in tutte le principali economie mondiali. Basti pensare che su 138 giurisdizioni, solo sei hanno alzato le imposte sulle imprese tra il 2000 e il 2019, mentre 19 non le hanno toccate e 113 le hanno abbassate. Per quali ragioni si sta assistendo a questo calo costante? Occorre considerare che dal 1980 (quando la pressione fiscale sfiorava il 47%) il “contesto produttivo ha minori vincoli territoriali”, per cui la tassazione applicata alle imprese “gioca un ruolo sempre più strategico per incoraggiare o scoraggiare gli investimenti in un determinato Paese”.

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