Padoan: quadro economico Ue “molto preoccupante”

Il ministro dell’Economia parla di stime di crescita rivelatesi “eccessivamente ottimistiche. Siamo di fronte a problemi assai più profondi del semplice andamento ciclico”

Investimenti in calo, disoccupazione elevata e un andamento dei prezzi che prefigura rischi. Tre segnali d’allarme per il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan che, intervenendo alla conferenza interparlamentare sul Fiscal Compat alla Camera ha definito “molto preoccupante l’attuale” situazione in Europa.

LE PAROLE DI PADOAN. “Negli ultimi mesi – ha affermato il ministro – tutte le istituzioni internazionali, gli analisti privati e i governi nazionali hanno dovuto ripiegare su se stessi circa le stime di crescita rivelatesi eccessivamente ottimistiche. Questi rinvii continui suggeriscono non solo che la crescita si è dovuta spostare, ma che alcune cause profonde della mancanza di crescita non sono ancora ben comprese da tutti noi e siamo di fronte a problemi assai più profondi del semplice andamento ciclico”.

LE ACCUSE A BRUXELLES. L’ex capo economista dell’Ocse ha sottolineato le differenze di trattamento a livello europeo. “Esiste un’asimmentria”, ha rilevato Padoan, “le pressioni all’aggiustamento sui paesi in deficit sono maggiori che nei paesi in surplus, ma queste pressioni dovrebbero essere più simmetriche”. Un velato riferimento al trattamento riservato alla Germania, che ha subito il richiamo europeo per riequilibrare il surplus verso gli altri Paesi ma per molti osservatori non fa abbastanza per spingere la domanda interna.

NON PIÙ SOLO AUSTERITÀ. Il ministro del Tesoro non ha mancato di sottolineare la necessità di “un uso migliore” degli strumenti che si hanno a disposizione, in particolare il Fiscal Compact comunitario “andrebbe tenuto conto delle difficoltà del quadro e delle circostanze eccezionali soprattutto di alcuni Paesi. Questo strumento va reso più potente e orientato alla crescita”. Crescita che deve essere stimolata. Per questo le sole politiche del rigore non bastano più, “la nuova parola d’ordine in Ue è policy mix, non più solo austerità”.

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