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Pace fiscale, record di adesioni: cartelle per 38 mld. E c’è ancora tempo

Al 30 aprile sono state presentate 1,7 milioni di domande per la “rottamazione ter” e il “saldo e stralcio”. Il nuovo termine è fissato al 31 luglio

La cosiddetta pace fiscale ha registrato un nuovo record rispetto a quelli precedenti. Secondo i dati dell’Agenzia delle Entrate, infatti, al 30 aprile 2019 sono state presentate ben 1,7 milioni di domande per la “rottamazione ter” e il “saldo e stralcio”, relative a 12,9 milioni di cartelle fiscali per un controvalore pari a circa 38,2 miliardi di euro. La regione da cui sono arrivate più istanze è il Lazio con 271.797, seguita dalla Campania con 235.357. Terza la Lombardia con 226.421 istanze.E i numeri potrebbero aumentare ulteriormente. Nel frattempo, infatti, le commissioni Bilancio e Finanze della Camera hanno approvato un emendamento al decreto Crescita che riapre i termini della sanatoria, con nuova scadenza fissata al 31 luglio 2019. Chi ha ricevuto la lettera del Fisco tra il 2000 e il 2017, dunque, ha ancora un mese e mezzo di tempo per rimettersi in regola, versando solo le imposte o i contributi, senza dover pagare sanzioni e interessi. Per quanto riguarda i pagamenti, i debitori hanno due opzioni a disposizione: possono aderire scegliendo il pagamento in un’unica soluzione al 30 novembre prossimo, oppure possono rateizzarlo, per un massimo di 17 rate, la prima delle quali va pagata sempre entro il 30 novembre. Con il saldo e stralcio, chi è in difficoltà economica (con un Isee fino a 20mila euro) potrà pagare solo una quota delle somme dovute.

Ma quanto potrebbe guadagnare lo Stato dalla pace fiscale? Dai quasi 8,7 miliardi di euro (per 3,5 milioni di cartelle) di base effettivamente riscuotibile per il saldo e stralcio e dai 29,5 miliardi (per oltre 9,4 milioni di cartelle) per la rottamazione ter, al netto delle sanzioni si arriverà rispettivamente a 6,5 miliardi e 21,1 miliardi. Ma i morosi non pagheranno l’intera cifra. Per il saldo e stralcio si prevede un pagamento fra il 16 e il 35%, per cui l’incasso finale per lo Stato andrà dagli 1,04 miliardi ai 2,27 miliardi. Per la rottamazione ter il calcolo è più difficile, ma secondo le stime al primo conteggio si potrebbero aggiungere una decina di miliardi.