Marcegaglia, tutto e subito: “Manovra e riforma fiscale”

Il presidente di Confindustria chiede il prima possibile la manovra da 40 miliardi per aiutare la crescita. Poi, sui contratti, auspica un accordo tra i sindacati. “Fiat? Nessuna pressione per farla rimanere”

A pochi giorni dall’allarme sul rating dell’Italia lanciato da Moody’s, Confindustria si schiera al fianco del ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, che ha saputo tenere i conti pubblici italiani, ma al quale ora chiede di che venga approvata “il prima possibile” la manovra da 40 miliardi oltre ad altri provvedimenti che possano aumentare la crescita, tra cui la riforma fiscale. “Noi abbiamo sempre chiesto rigore e crescita e in questo momento molto delicato – afferma il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia – diventa essenziale approvare il prima possibile la manovra da 40 miliardi, messa nel piano nazionale delle riforme che è stato approvato dal Parlamento e dalla Ue e andare avanti con una serie di provvedimenti che possano aiutare la crescita”. Secondo l’unione degli industriali la prossima riforma fiscale dovrà essere” a parità di pressione complessiva”, ma al tempo stesso Confindustria chiede di alleggerire le tasse su imprese e lavoro dipendente, “magari alzando la tassazione sulle rendite finanziarie, lavorando sull’assistenza e sul qualche lieve aumento delle aliquote Iva”.Dal palco dell’assemblea degli imprenditori torinesi Emma Marcegaglia torna anche sulla questione contratti. “Preoccupata” per il ricorso della Fiom sugli accordi aziendali con Fiat, il presidente di Confindustria auspica di poter arrivare ad un accordo con tutti i sindacati, “un accordo interconfederale sul tema della esigibilità, poi eventualmente anche appoggiato da una legge, se sarà necessario”. Interpellata sulla rappresentanza sindacale, tema che sarà al centro dell’incontro di venerdì con i sindacati, Marcegaglia ha aggiunto: “È essenziale che se un’azienda firma un accordo con chi rappresenta la maggioranza dei lavoratori, con la maggioranza dei lavoratori, questo deve valere per tutti. Il rischio altrimenti è che un imprenditore firma un contratto e poi il giorno dopo qualcuno sciopera contro”.

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