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Parigi val bene una mossa «alla Trump»

La prima mossa di Emmanuel Macron all’Eliseo è la richiesta a Bruxells di uno scudo anti Cina per proteggere le aziende francesi

La prima mossa all’Eliseo di Emmanuel Macron, la grande speranza dell’Europa, ricorda tanto quelle di Donald Trump. Il neopresidente francese chiederà subito al Consiglio europeo di Bruxelles uno scudo per difendere le imprese francesi – e comunitarie – dall’assalto dei colossi cinesi in settori strategici. Il commercio internazionale è uno dei cavalli di battaglia di Macron e in questo potrebbe rinforzare l’asse con Angela Merkel. Anche a costo di far la figura del protezionista.

MACRON CHIEDE LO SCUDO ANTI CINA

Nonostante in passato la Cina sia stata preziosa in Francia, anche per il salvataggio e il rilancio di Peugeot, Macron vuole puntare tutto sulla difesa delle aziende locali, in accordo con Germania e Italia. Il vero scoglio sarà convincerei Paesi nordici (Svezia, Olanda, Danimarca, Finlandia). «Il Consiglio europeo invita la Commissione a esaminare i modi per identificare e schermare gli investimenti da Paesi terzi in settori strategici», è l’ultima bozza della dichiarazione.

La sintesi si potrebbe trovare su una legge-quadro europea che garantisca agli Stati la possibilità di intervenire per bloccare gli investimenti esteri, in piena autonomia e senza passare da Bruxelles. I settori da proteggere sono la robotica, la chimica e il manifatturiero, sotto attacco da tempo da parte dei colossi di Pechino. Più difficile sarà ottenere il consenso sul Buy European Act. Si tratta di un nuovo regolamento che consentirebbe l’accesso agli appalti pubblici solo alle aziende che hanno almeno il 50% della loro produzione in Europa.

Credits Images:

Emmanuel Macron, neo presidente francese