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La manovra in Parlamento, il nodo sono le pensioni

Confronto interno alla maggioranza alla vigilia dell’iter legislativo con la Lega che non vuole mettere mano alle pensioni. Il governo apre a modifiche a condizione che i saldi della manovra rimangano invariati… Tutte le proposte alternative

A poche ore dalla discussine in aula della manovra bis, la maggioranza cerca ancora l’intesa per gli emendamenti da presentare in Senato. Il premier Silvio Berlusconi si è detto disposto al confronto per le modifiche (aperto anche all’opposizione) a condizione che i saldi della manovra restino invariati. Il nodo sono le pensioni che la Lega (partito di maggioranza assieme al Pdl) non vuole vedere ritoccate, ma il Popolo delle Libertà spinge perché vi si metta mano per recuperare risorse utili a evitare tagli drastici agli enti locali e a rivedere il contributo di solidarietà oltre i 90mila euro di reddito annuo. Nei prossimi giorni Angelino Alfano, segretario del Pdl, incontrerà la pattuglia dei ‘frondisti’ del Pdl che chiedono l’abolizione del contributo di solidarietà, successivamente toccherà ad una rappresentanza degli enti locali. Una soluzione di compromesso viene vista nella vendita degli immobili statali, che non è però una misura strutturale. Anche le opposizioni non si presentano unite all’appuntamento parlamentare con la manovra. Il Pd si prepara a presentare martedì la sua contro-manovra che, promette, rispetterà i saldi e sarà di stimolo alla crescita attraverso scelte alternative a quelle del governo. Il Pd propone anche di dimezzare il numero dei parlamentari e ritiene con il suo piano di dare uno stimolo all’economia e di caricare in modo equo il peso della manovra superando il prelievo Irpef e i gravi tagli ai servizi locali. Dal Terzo Polo si continua a battere sul quoziente familiare e sull’abolizione delle province. L’Udc insiste per l’abolizione totale del contributo di solidarietà giudicato troppo iniquo. Anche Italia Futura, l’associazione di Luca Cordero di Montezemolo, chiede l’abolizione del contributo di solidarietà, e si dice contraria a nuovi scudi fiscali proponendo una patrimoniale sui redditi oltre i dieci milioni di euro, l’abolizione delle province, il superamento delle pensioni di anzianità e le dismissioni del patrimonio pubblico (incluse due reti Rai). Dal mondo produttivo, Confindustria dice no al contributo di solidarietà e propone invece di agire sulle pensioni e sull’aumento dell’Iva. Quest’ultima ipotesi, però,non piace al ministro dell’Economia Giulio Tremonti.

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In primo piano il premier Silvio Berlusconi e i leader di Lega e Pdl, Umberto Bossi (s) e Angelino Alfano (d)