Connettiti con noi

Business

La grande distribuzione è un po’ più piccola

Calano i consumi e diminuiscono i punti vendita, crescono solamente superstore, drugstore e discount. Lo spaccato della Gda italiana nel terzo rapporto annuale di Markup

Aumento dei prezzi e della pressione fiscale, una miscela letale che sta condizionando notevolmente il comportamento d’acquisto e le capacità di spesa dei consumatori con conseguenti ripercussioni sulle realtà della grande distribuzione. Mentre in Svizzera, Regno Germania e Francia si evidenzia un trend accettabile nelle vendite al dettaglio (tutte a segno più, dati a sinistra) la grande distribuzione italiana perde colpi; negli ultimi mesi sono stati registrati cali significativi nei volumi, una dinamica negativa che ora interessa anche gli alimentari, l’unico comparto che sino a questo momento aveva tenuto bene. Sono alcuni dei temi analizzati nenel rapporto sulla Grande Distribuzione Associata (Gda) 2012, presentato dalla rivista Markup con SymphonyIri Group, Trade Lab e giunto alla sua terza edizione.In questi mesi, spiega Gianmaria Marzoli, direttore commerciale retail di SymphonyIri Group, non solo sta cambiando il comportamento dei consumatori (spesa più oculata, ricerca della convenienza), ma anche l’offerta a scaffale; negli ultimi due anni si è registrata contrazione del numero dei negozi (-1.783 unità) e molti altri sono stati riconvertiti in formati più adatti al contesto attuale. La grande distribuzione si è ritrovata quindi a fare fronte anche alla forte concorrenza dei discount e dai drugstore, gli unici formati a crescere negli ultimi due anni (rispettivamente + 0,3 e + 0,4 %), assieme ai Superstore (+1,3%). “Sorgono iper meno grandi e si aprono super più ampi – afferma Marzoli – Tira comunque il negozio di vicinato che ha molto ridotto il gap di convenienza rispetto al grande format”. Altro tema emblematico della realtà italiana è l’area mobile, in particolare l’utilizzo dei social media: nonostante il consumatore abbia fatto passi da gigante nell’utilizzo di dispositivi portatili, lo stesso non si può dire della grande distribuzione, non solo italiana ma anche internazionale; un’opportunità tutta da costruire in un momento di grande crisi.Oltre a confrontare la Gda italiana con alcune case history estere, in particolare europee, nel rapporto, si offrono infine approfondimenti su tematiche di particolare rilievo: la prima riguarda la struttura e le performance dei centri commerciali; un secondo focus riguarda la marca commerciale, che in questi anni anche in Italia sta crescendo in modo consistente; il terzo approfondimento presenta infine una panoramica sulla penetrazione e l’utilizzo delle tecnologie di relazione digitale nel settore.