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La crisi secondo Mario Monti

Il punto di vista dell’economista sui provvedimenti e sulla politica italiana prima che il capo dello Stato lo incaricasse di formare un nuovo governo

Negli ultimi mesi Mario Monti, ora senatore a vita e presidente del Consiglio incaricato di formare un nuovo governo, è più volte intervenuto sulla crisi italiana offrendo il suo parere da economista e da ex commissario Ue. In attesa dei primi provvedimenti del sempre più probabile ‘governo Monti’ e per capire meglio la possibile linea che attuerà il nuovo presidente del Consiglio, ecco di seguito alcune delle sue più significative dichiarazioni di Mario Monti raccolte dall’agenzia di stampa Ansa:

9 luglio a Il Messaggero durante crisi estiva“Non solo questa manovra, ma tutta l’impostazione seguita da Berlusconi fin dall’inizio non porta nella direzione della crescita. Servono interventi che sblocchino certi meccanismi di sviluppo, servono le riforme strutturali, le liberalizzazioni che rilancino la concorrenza e combattano privilegi e rendite”.

14 luglio, dopo revisione del outlook dell’ItaliaIl motivo per cui l’Italia è stata colpita da «improvvisa sfiducia» delle agenzie di rating sta nella «tendenza ad andare alle calende greche» e in un «revival della commedia all’italiana, naturalmente a Roma».

7 agosto, dopo la manovra correttiva al Corriere della SeraIl Governo «ha finalmente aperto gli occhi e deciso almeno alcune delle misure necessarie» a fronteggiare la crisi. «Hanno accettato in questi ultimi giorni, nella sostanza, un ‘governo tecnico’». «Le forme sono salve. I ministri restano in carica. Ma le decisioni principali sono state prese da un ‘governo tecnico sopranazionale’ e si potrebbe aggiungere ‘mercatista’».

8 agosto, in un’intervista al Tg5«Non ho mai partecipato alla disputa Governo tecnico sì Governo tecnico no. L’emergenza spero venga presto superata, di chiamata spero proprio non ci sia bisogno».

3 settembre al Tg3 «Ritengo che questo governo debba farcela, è un imperativo. Non c’è tempo questa materia è urgente e grave».

23 settembre a Genova«Bisogna attuare riforme impopolari mettendo insieme pro tempore le parti più sensibili di ciascuna parte politica. Bisognerebbe rendere un po’ infelice ogni italiano limando i privilegi».«Il presidente Berlusconi è un maestro quando dice che il suo cuore gronda sangue perché deve mettere nuove tasse ma è obbligato dai mercati e dalla Unione Europea, ma così ha fatto da due danni: ha reso più invisa agli italiani l’economia di mercato e ha reso più impopolare l’Europa».

10 ottobre«L’Italia non è mai stata così decisiva sull’avvenire dell’Europa e così estranea alle decisioni sull’avvenire dell’Europa».

20 ottobre a Otto e Mezzo su La7 Il varo di un decreto adeguato sullo sviluppo è «enormemente più importante» della nomina del nuovo governatore di Bankitalia. Bisogna evitare di «rendere l’Italia da un paese fondatore dell’Euro a un paese affondatore».

4 novembre «Leggo spesso di tecnici o governi tecnici, ma sono dibattiti a cui non partecipo. Ma da cittadino dico che il problema non è di tecnica ma di passare da una politica ad un’altra politica».