Italia, rallenta la crescita: per l’Ocse sarà solo un +1%

Cattive notizie dall’aggiornamento dell’Economic Outlook dell’organizzazione internazionale, che riduce dello 0,4% le aspettative di crescita del nostro Paese. “Crescita globale sui livelli del 2015”

Stime di crescita riviste al ribasso per l’Italia che, secondo l’Ocse, nel 2016 vedrà un Pil in aumento di solo un punto percentuale contro le previsioni di +1,4% formulate lo scorso novembre. Ma l’aggiornamento dell’Economic Outlook non porta notizie positive per molti Paesi. Secondo l’organizzazione internazionale la crescita globale “sta rallentando in molte economie emergenti, con una ripresa modesta in quelle avanzate mentre i bassi prezzi delle materie prime deprimono i paesi esportatori”. Commercio e investimenti deboli e una domanda inadeguata, poi, portano a “un’inflazione bassa e a un’inadeguata crescita di retribuzioni e occupazione”.

CRESCITA GLOBALE IN LINEA CON IL 2015. L’Ocse rivede al ribasso anche il Pil globale, che dovrebbe attestarsi sui livelli (deludenti) del 2015 con un +3% rispetto al +3,3% precedentemente stimato. Se confermato, sarebbe l’andamento più basso degli ultimi cinque anni. Il taglio di 0,3 punti per l’anno in corso è ‘replicato’ anche per il 2017 con un Pil globale stimato a +3,3%.

RALLENTA LA GERMANIA. Nell’Eurozona – che “ha appena recuperato i livelli di inizio 2008” e dovrebbe crescere solo di 1,4 punti percentuali (-0,4 rispetto a novembre) – è la Germania a soffrire di più: il suo Pil 2016 crescerà solo dell’1,3% rispetto al +1,8% previsto inizialmente. Revisioni al ribasso anche per Francia (+1,2%, perde 0,1 punti). In questo scenario, secondo l’Ocse, gli investimenti dovrebbero rimanere ancora deboli con una disoccupazione a livelli elevati.

L’EUROPA DIVISA PERDE PIL. Nell’Economic Outlook si sottolinea l’urgenza di dare una “più forte risposta comune sulle politiche fiscali per sostenere la crescita e fornire un ambiente più favorevole alle manovre strutturali che accrescono la produttività”. I problemi politici che l’Europa deve affrontare (migranti, tensioni centrifughe e la crescente impopolarità delle misure di austerità) possono portare a un taglio del Pil in tre anni pari all’1,2%. “L’Europa – è l’invito dell’Ocse – deve recuperare la consapevolezza del suo essere e parlare con voce unica per sostenere crescita e unità”.

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