L’Italia torna ad attirare gli investitori esteri. Ma con qualche dubbio

Molti temono una fase di incertezza sull’azione del nuovo governo. Ma nonostante ciò, siamo di nuovo appetibili per le società straniere

Gli investitori esteri tornano a guardare con interesse l’Italia. Ma lo fanno senza nascondere una certa preoccupazione per il nostro futuro politico. A rivelare il rinnovato richiamo verso il Belpaese è l’aumento dell’Indice Aibe, un indicatore di sistema realizzato dall’Associazione italiana delle banche estere (Aibe) in collaborazione con il Censis e d’intesa con i ministeri degli Affari esteri e dello Sviluppo economico, che misura l’attrattività di un Paese agli occhi delle imprese straniere: se a maggio dello scorso anno era a quota 40,3 punti (in una scala che va da 0 a 100), a maggio 2018 è salito a 43,5 punti. Un buon recupero, che fa ben sperare, soprattutto se visto alla luce dei dati 2014, quando era precipitato a 33,2 punti. Anche se c’è da dire che nel 2015 e nel 2017 era risalito a 47,8 punti. Tuttavia, non bisogna dimenticare che il punteggio di quest’anno deriva da rilevazioni che risalgono a prima della creazione del nuovo Governo. “Un’alta percentuale di risposte (65,9%) dà corpo ad attese tutt’altro che positive sulle conseguenze della tornata elettorale. Ci si attende una fase di incertezza rispetto a un percorso di continuità dell’azione del nuovo governo, mentre quasi un terzo delle risposte evidenzia il rischio di grande incertezza dovuta a tempi lunghi di assestamento della nuova azione di governo (31,7%)” ha affermato Aibe.

I Paesi più gettonati fra gli investitori esteri

E se si mette a confronto l’Italia con gli altri Paesi “forti” che cosa succede? Secondo la classifica internazionale 2018 dell’Indice Aibe, che analizza le prime dieci economie mondiali a più alta capacità di attrazione degli investimenti esteri, la situazione non è così negativa. Infatti, è vero che la nostra Penisola è solo al terzultimo posto con 5,5 punti (in questo caso, la scala va da un minimo di 1 a un massimo di 10), ma comunque il dato è in crescita rispetto ai 4,5 punti dello scorso anno, che ci relegavano all’ultimo posto della classifica. Oggi dietro a noi si collocano Brasile e Russia, mentre Germania, Cina, Stati Uniti, Gran Bretagna, Spagna e Francia sono davanti a noi.Tra i principali fattori che prendono in considerazione gli investitori esteri quando scelgono il Paese di destinazione, ci sono il peso fiscale (65,1% delle risposte) il carico normativo/burocratico (51,2%) e la stabilità politica (37,2%). L’Italia piace per la qualità delle risorse umane, ma preoccupa per le riforme, il debito pubblico e le imprese. “Burocrazia, giustizia, fisco, produttività sono i problemi che da sempre limitano e ostacolano lo sviluppo economico e l’integrazione sociale” ha commentato Guido Rosa, presidente di Aibe.

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