Industria tessile e farmaceutica: pallido raggio di sole nella crisi

I dati Istat certificano un +0,6% su base mensile per quei settori che, più di tutti, in passato hanno investito in ricerca e innovazione”. Su base annua, però, i dati non sono così confortanti

Un segnale debole, ma pur sempre positivo, arriva dai dati Istat sull’industria italiana. Ad aprile (ultimo mese analizzato dall’istituto di ricerca) i dati sul fatturato mensile registrano un +0,6% rispetto a marzo; “una goccia nell’oceano della crisi”, si commenta in un servizio del Tg La7 di Daniele Maglie nel quale questo dato viene messo a confronto con i dati tendenziali: rispetto allo stesso periodo del 2012, infatti, il fatturato industriale si è contratto del 7,2%. “Il discorso non cambia se diamo uno sguardo al futuro”, si aggiunge poi nel servizio andato in onda nel Tg La7 delle 20 di giovedì 20 giugno: gli ordinativi ad aprile fanno registrare un +0,6% su base mensile, ma -1,6% su base annua.I lievi aumenti mensili sono dovuti, secondo l’Istat, soprattutto alle esportazioni; per quanto riguarda i settori, i più premiati sono il tessile, l’abbigliamento e il farmaceutico, “le vere eccellenze italiane, le industrie che più di tutti in passato hanno investito in ricerca e innovazione”. L’industria che invece subisce un grande tracollo (-30% su base annua) è quella della fabbricazione dei messi di trasporto (auto e treni).

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