Il governo cancella l’Imu per la prima casa

Varato il decreto che modifica l’imposta sugli immobili. Ma dal 2014 si pagherà la “service tax”. Tutte le novità

Non si pagherà più. Dopo la sospensione della prima rata, anche la seconda non dovrà essere versata. Il governo Letta ha varato ieri il decreto legge che abolisce l’Imu per la prima casa (fatta eccezione per gli immobili di pregio e di valore). L’Imposta municipale unica (introdotta dalla riforma del federalismo fiscale del governo Berlusconi e anticipata dal salva-Italia dell’esecutivo Monti) non esisterà più. Tre i provvedimenti che renderanno effettiva l’abolizione: la cancellazione della rata di giugno (già sospesa), lo stop della rata di dicembre (la copertura sarà decisa con la futura legge di stabilità di metà ottobre) e l’introduzione, a partire dal 2014 della “service tax”.

A spiegare i dettagli del provvedimento deciso in Consiglio dei ministri, dopo l’annuncio via Twitter del vice premier Angelino Alfano, il presidente del Consiglio Enrico Letta. «Dal 1 gennaio 2014 non ci sarà più l’Imu come l’abbiamo conosciuta fino ad oggi e nasce la service tax che tocca anche la Tares».

In pratica quanto riguarda il 2013 l’Imu non verrà pagata sulla prima casa, sui terreni agricoli e sui fabbricati rurali. A pagarla solo i titolari di prime case di pregio e di valore, ovvero delle abitazioni di tipo signorile classificate nella categoria catastale A1, le abitazioni in villa nella categoria A2, e infine i castelli e i palazzi di eminenti pregi artistici o storici classificati nella categoria catastale A9. Dal 2014 l’Imu scomparirà per tutti, ma vedrà la luce la cosiddetta “service tax” una nuova imposta (che ingloberà anche la Tares) e che risulterà a carico di tutti gli immobili, prima casa compresa. La “service tax” parte infatti dal presupposto secondo il quale «la prima casa non produce reddito ma un carico di servizi offerti dal Comune e conseguentemente delle spese della collettività». Per l’ideazione dell’imposto, così come ha sottolineato Letta, si è partiti dal «concetto del condominio, dove ci sono luoghi comuni, alcuni servizi, l’illuminazione, il canone condominiale».

Novità per quanto riguarda le imprese: il decreto rende deducibile (fino al 50%) l’Imu che grava sui «fabbricati funzionali alla produzione e alla attività di impresa» e sulle associazioni no profit. Importanti novità anche per il settore dell’edilizia. Il governo ha infatti deciso per l’esenzione degli immobili rimasti invenduti.

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