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Fisco, la burocrazia costa 31 miliardi alle Pmi

Dal 2008 al 2014 sono state emanate 629 norme, ossia mediamente una a settimana. Di queste, 389 hanno introdotto nuovi oneri

Italia, patria degli azzeccagarbugli: la Confartigianato lancia l’allarme sul groviglio di norme burocratiche che grava sul Paese e, in modo particolare, sul bilancio delle piccole e medie imprese tricolori. Stando ai dati rilasciati, dal 2008 al 2014 il fisco avrebbe emesso una nuova norma a settimana, per un totale di 629. Di queste, 389 hanno introdotto nuovi oneri. Basti pensare che, solo nell’ultimo anno, le pmi avrebbero pagato oneri burocratici per un valore di 30,9 miliardi di euro: 2 punti di Pil.«L’inefficienza nel rapporto tra Pa e imprese genera un ambiente ostile al “fare impresa”», spiega l’ufficio studi Confartigianato. «Il gap Italia-Europa è l’effetto dell’aumento della pressione fiscale che nel 2014 raggiunge il 43,9% del Pil, ben 1,7 punti in più rispetto al 42,2% della media Ue. Considerato il mancato gettito dell’economia sommersa, la pressione fiscale effettiva sale al 52,9% del Pil». La proposta di Confartigianato è di tornare a «a un’unica imposta accorpando Tasi-Imu» per evitare di doversi districare «in un labirinto di Minosse di aliquote, detrazioni, esenzioni».