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Credito alle imprese, si allarga (leggermente) il cordone della borsa

Nel secondo trimestre dell’anno migliorano le condizioni di accesso al credito, ma per assistere a una vera e propria inversione di tendenza bisognerà attendere ancora qualche mese

Aumenta leggermente la percentuale delle imprese del terziario che, nel secondo trimestre del 2012, si sono rivolte alle banche per chiedere o rinegoziare un fido o un finanziamento: sono state il 20,8% contro il 18,7% del primo trimestre dell’anno. La buona notizia, segnalano i dati dell’Osservatorio sul credito per le imprese di Confcommercio, è che si sta verificando una leggera tendenza al miglioramento delle condizioni di accesso al credito, anche se una vera e propria inversione di tendenza è ancora lontana. Un piccolo segnale di speranza, quindi, per la maggior parte delle imprese del commercio, del turismo e dei servizi che, tra aprile e giugno, hanno faticato a far fronte al proprio fabbisogno finanziario (vedi nota sotto l’immagine principale).

I DATI SULL’ACCESSO AL CREDITO. Le aziende che si sono rivolte al sistema bancario per ottenere credito, il 38,5% lo ha ottenuto con un ammontare pari o superiore rispetto a quello richiesto (+4,3% rispetto al trimestre precedente), il 24,2% lo ha ottenuto, ma con un ammontare inferiore rispetto a quello richiesto, l’11,7% ha visto rifiutarsi la propria domanda di credito, l’11,8% è in attesa di conoscere l’esito della propria domanda di credito, ed il 13,8% ha dichiarato di essere intenzionata a fare domanda di credito alle banche nel prossimo trimestre. Diminuisce, inoltre, la cosiddetta “area di irrigidimento” restituita dalla somma della percentuale delle imprese che si sono viste accordare un credito inferiore rispetto a quello richiesto e dalla percentuale delle imprese che non se lo sono viste accordare affatto. L’area di irrigidimento ha colpito nei mesi di aprile, maggio e giugno 2012 il 35,9% delle imprese del terziario, contro il 36,9% del primo trimestre. Secondo l’indagine Confcommercio, realizzata in collaborazione con Format Ricerche, tra le motivazioni che hanno spinto le imprese a chiedere un finanziamento ci sono le esigenze di liquidità o di cassa ( un problema per il 60% delle aziende richiedenti) , anche se sono in aumento le richieste per nuovi investimenti (40%); qualche miglioramento viene percepito dalle imprese anche in riferimento al costo del finanziamento e delle ”altre condizioni”, alla durata temporale del credito e alle garanzie richieste da parte delle banche a copertura dei finanziamenti concessi.

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Nel secondo trimestre solo il 35,7% delle imprese ha dichiarato di essere riuscita a fare fronte al proprio fabbisogno finanziario senza alcuna difficoltà; il 57,5% delle imprese c’è riuscita con difficoltà o ritardo, mentre il 6,8% delle imprese non vi sono riuscite affatto. La difficoltà caratterizza prevalentemente le imprese di dimensioni minori