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Bilanci Serie A: il Milan resiste in vetta, sorpresa Napoli e Roma

Per il club campano e quello giallorosso la stagione trascorsa è stata da incorniciare a livello societario, ma in generale la Serie A è sempre più indebitata. Anche le cosiddette ‘big’ registrano un calo nei ricavi, in controtendenza con le squadre al top d’Europa

Poca strada e ancor meno successi in Europa ma, soprattutto, ricavi che si basano principalmente sui diritti televisivi, mentre il guadagno che deriva dalla vendita dei biglietti e da altre attività commerciali e ben al di sotto del livello europeo. È questo il quadro sul calcio italiano che emerge mettendo a confronto i dati di Deloitte, che ha stilato la Top 20 dei club più ricchi al mondo, e del recente rapporto sulla situazione economica di questo sport commissionato dalla Figc (Federazione italiana gioco calcio). La nostra Serie A nel 2011 ha registrato un indebitamento complessivo pari a 2,6 miliardi di euro (+14% rispetto al 2010), mentre la perdita netta dell’intero settore professionistico aumenta di 80 milioni, fino a 428. Inoltre, sempre secondo il rapporto Figc, continuano a diminuire gli spettatori nel massimo campionato italiano (-2,4%), mentre a livello di club solo 19 società sulle 107 prese in considerazione hanno registrato utili nel corso della stagione.

Piccola crisi anche per i big. Se a livello generale, i migliori 20 club al mondo hanno registrato un aumento del fatturato complessivo nella scorsa stagione (4,4 miliardi di euro, +3%) è anche vero che delle cinque squadre italiane presenti in classifica, solo due hanno potuto contare su una crescita dei ricavi. Il Milan si conferma primo con 235,1 milioni di euro, in calo del 3,7% rispetto all’anno precedente ma pur sempre di più di Inter (211,4 milioni, -6,2%) e Juventus, rispettivamente seconda e terza società in Italia per guadagni. Le sorprese positive arrivano da Roma e Napoli che, in un anno, hanno scalato la classifica della Football Money League (ora sono 15esima e 20esima al mondo per ricavi); le due squadre hanno visto crescere i propri ricavi rispettivamente del 17% e del 25% rispetto al 2009/10. In particolare, il club campano, grazie alla qualificazione alla fase finale a eliminazione della Europa League, ha incassato 2,3 milioni di euro come premi Uefa. La sorpresa negativa arriva invece dalla Juventus che in due stagioni ha perso cinque posizioni (-24,9% nei ricavi, nel 2012 è tredicesima). Il calo dei bianconeri, il più alto registrato per le squadre di A da Deloitte, è da attribuire ai pessimi risultati ottenuti sul campo, soprattutto l’uscita dall’Europa League, che ha significato per il club minori premi dalla Uefa.

Se i nostri club vogliono migliorare i loro ricavi, ha sottolineato Dario Righetti, responsabile per il Consumer Business di Deloitte, “devono investire maggiormente in strategie idonee a incrementare anche i ricavi derivanti da fonti alternative ai diritti Media. La Juventus – ha aggiunto – ha dato prova di ciò con l’inaugurazione del nuovo stadio che, da inizio stagione, sta registrando sempre il tutto esaurito, traducendosi in questo modo in maggiori ricavi per la società. Il peso medio degli ingressi da stadio delle italiane si aggira ben al di sotto del 20% del totale dei ricavi del singolo club, decisamente lontano dai livelli dei Top 5 che superano il 20%. In tempi di fair play finanziario, avere gli stadi pieni contribuisce a riequilibrare il peso delle entrate oggi troppo sbilanciate dalla parte dei ricavi dalla vendita dei diritti televisivi”.

Credits Images:

In primo piano Edison Cavani, attaccante del Napoli. La squadra partenopea ha visto crescere i propri ricavi del 25% rispetto alla stagione 2009/2010