Auto, mercato sempre più giù: -21,1% in Italia

Per l’ottavo mese consecutivo in Europa si registra una flessione nel settore. A novembre in Europa -6,5% di immatricolazioni. Renzetti (Anfia): “Fine 2010 a -6,7%”

Per l’ottavo mese consecutivo il mercato dell’auto continua a perdere clienti in Europa. Lo scorso novembre, infatti, le nuove immatricolazioni hanno subito un calo del 6,5% sul 2009, attestandosi a 1.106.598 vetture. I dati, diffusi da Acea (European automobile manufacturers’ association) registrano per l’Italia un calo ancora più evidente: -21,1% a 145.198 unità. Nei primi 11 mesi dell’anno le immatricolazioni sono scese in Europa del 5,1% a 12.736.102 unità.

A novembre peggio solo Grecia e SpagnaLo scorso mese tutti i principali mercati europei hanno chiuso con immatricolazioni in ribasso. Il calo più marcato lo ha segnato la Spagna (-25,5% a 64.515 unità), seguita dall’Italia, il Regno Unito (-11,5% a 139.875 unità), la Francia (-10,8% a 193.913 unità) e la Germania (-6,2% a 262.262 unità). Immatricolazioni in progresso, invece, in tutti gli altri mercati europei, tranne la Grecia (-62,6%). Le variazioni positive sono oscillanti tra il +213,4% della Latvia ed il +0,4% dell’Ungheria. In evidenza anche i progressi di Danimarca (+44,7%), Olanda (+38,1%), Svezia (+32,9%), Polonia (+25,8%), Portogallo (+19,2%). Nel bilancio degli 11 mesi, per, la Spagna registra un progresso di immatricolazioni rispetto al 2009 (+5,9%). Bene anche Regno Unito (+3,4%), mentre hanno segnato un calo Germania (-25,2%), Italia (-8,2%), Francia (-2,4%). Negli altri mercati il progresso maggiore lo ha messo a segno l’Irlanda (+54%) e il calo più accentuato la Romania (-21,6%).

Anfia, Chiusura 2010 a -6,7% A commento dei dati diffusi dall’Acea, l’Associazione nazionale fra industrie automobilistiche (Anfia) stima per il 2010 una chiusura del mercato europeo intorno a 13 milioni e 500 mila unità (-6,7% sul 2009), lontano dal picco del 2007 che sfiorava i 16 milioni di veicoli. “La flessione – osserva il presidente Anfia, Eugenio Razelli – un po’ più contenuta rispetto a quelle degli scorsi mesi, riflette sì i primi segnali di ripresa della fiducia dei consumatori, ma deriva anche dalla ormai prossima scadenza, a fine anno, dei programmi di incentivi mantenuti da alcuni Paesi, primo tra tutti la Francia. È probabile che anche nel mese di dicembre l’andamento del mercato venga influenzato da questi fattori”.

© Riproduzione riservata