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Tasse: dal 16 aprile scopriremo come sono stati usati i nostri soldi

Ogni contribuente riceverà a breve una lettera in cui l’Agenzia delle Entrate spiega a che cosa sono servite le imposte versate nel 2016

È una domanda più che lecita, che molti cittadini si pongono, anche più di una volta, nel corso della loro “carriera” da contribuenti: che fine fanno le tasse che verso puntualmente ogni anno? Presto tutti potranno avere la risposta che cercano. Da quest’anno, infatti, il Fisco spiegherà a ogni italiano come sono state utilizzate le imposte versate nell’anno precedente. Da metà aprile, da quando cioè sarà online la dichiarazione precompilata dei redditi del 2017, tutti potranno scoprire a che cosa sono servite le tasse sborsate nel corso del 2016. L’Agenzia delle Entrate invierà 30 milioni di lettere, una per ciascun contribuente, in cui rivelerà come sono stati spesi i suoi soldi, grazie a una tabella con il dettaglio degli importi e a un grafico “a torta”. «Contribuire alla propria comunità è essenziale, ma riteniamo lo sia anche avere la consapevolezza, per rispetto del cittadino prima ancora che del contribuente, di come vengano utilizzate le risorse fiscali» si leggerà nella lettera.

A cosa servono le tasse, voce per voce

Già oggi, comunque, si sa che il 21% delle tasse versate dai contribuenti viene assorbito da pensioni e assistenza, l’11% circa serve per pagare il debito pubblico, il 10% finisce nella sanità e poco meno nella sicurezza. Ma presto sarà possibile anche sapere in che modo ciascuno di noi contribuisce a mantenere l’apparato dello Stato. Per esempio, un ipotetico cittadino che l’anno scorso ha versato 11 mila euro di imposte sui redditi del 2016, potrà scoprire che 2.352 di questi soldi sono stati necessari per coprire le pensioni e l’assistenza, 2.139 sono andati a finanziare la spesa sanitaria, 1.219 sono stati impiegati per gli interessi sul debito, 975 euro per la difesa, la sicurezza e l’ordine pubblico, 921 euro la macchina della pubblica amministrazione, 490 euro per i trasporti pubblici, 262 euro per la cultura, 200 euro per la difesa del territorio, e 296 euro sono finiti direttamente alla Ue come contributo diretto di bilancio.