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Pmi, dati incoraggianti. Per l’Ue recessione meno grave del previsto

Il rallentamento dell’inflazione potrebbe portare a una contrazione dell’economia più lieve di quanto inizialmente ipotizzato

FRANKFURT, GERMANY - JUNE 13: A huge euro logo is seen in front of the headquarters of the European Central Bank (ECB) on June 13, 2005 in Frankfurt, Germany. The German economy was suffering due to the dollar's rise against most major currencies on Monday, especially the euro, which hit a new nine-month low against the dollar. (Photo by Ralph Orlowski/Getty Images)
© Getty Images

La recessione nell’area euro potrebbe essere meno grave del previsto grazie al rallentamento dell’inflazione: è il segnale che, riportato dall’agenzia Ansa, arriva dagli indici Pmi sull’attività economica di novembre, risalito a 47,8 dal 47,3 del mese precedente.

La situazione economica resta difficile, ma pur rimanendo sotto 50, la soglia che separa l’espansione dalla contrazione dell’attività, l’indice smentisce le previsioni di un ulteriore peggioramento ed è coerente con un calo del Pil nell’ultimo trimestre di poco più dello 0,2% secondo S&P Global, il cui economista Chris Williamson spiega che c’è comunque una “grave fase negativa de manifatturiero” e “una recessione è probabile” ma “Non così grave come si temeva”.

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