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Senza voler scomodare Ulisse e il suo arco che, secondo il mito che ne costruì Omero, solo il legittimo proprietario riusciva a tendere, è indubbio che nel golf gli strumenti a disposizione del giocatore rivestano un ruolo fondamentale.
Tutta l’azione, e in particolare ciò che si traduce nell’impatto vero e proprio, avviene non con un contatto diretto con la pallina ma, appunto, per il tramite dei bastoni da golf. Che si stia parlando di drive o putt, di un approccio o di un lungo colpo dal rough, disporre dell’“attrezzo” giusto può risultare decisivo anche perché, anticipando una conclusione cui molti sono giunti, il golf è già piuttosto complesso e difficile da solo, renderlo ancora più complicato utilizzando bastoni non adatti non appare la scelta migliore.

FIDUCIA INNANZITUTTO. Il gioco del golf è una questione di fiducia, nei propri mezzi, nelle scelte di gioco e, molto, negli strumenti che si usano. È un fatto noto, però, che il golfista spesso indulga nel dotarsi di un set di bastoni che consente più che altro di essere esibiti per la loro difficile giocabilità, per gradi di loft o durezze di shaft che neanche sul Tour. Quasi che dia maggior soddisfazione un colpo sbagliato con un ferro difficile che uno piazzato vicino alla bandiera con uno più facile. Al contrario, un grande coach americano del golf, Bob Rotella, sintetizza uno dei concetti chiave di questo sport dicendo «play conservative, hit aggressive» per richiamare l’importanza, da un lato, di avere chiaro in mente il mix di utilità e rischi che comporta il colpo che si sta per effettuare (anche in funzione di quello che, poi, seguirà), dall’altro, che una volta scelto il colpo questo debba essere portato avanti con la massima convinzione. E perché questo possa avvenire, è evidente come la fiducia nel mezzo tecnico sia decisiva.

Dotarsi del set di bastoni che meglio si adatta alle caratteristiche del giocatore può quindi essere un buon passo per puntare, oltre che a buoni score, a un altro importante risultato che è divertirsi. E per questo non si pensi solamente al driver o al set classico dei ferri (dal pitch al ferro 3), ma s’includano con grande attenzione i wedge, dal lob al sand ai 50°/52°, come gli ibridi ed i legni e, ultimo ma certamente non per importanza, il putter (ricordando sempre che oltre il 30/40% dei colpi di un giro è effettuato sul green…).

IL MONDO È BELLO PERCHÉ È VARIO. Quali (i tanti) elementi da prendere in esame e valutare per individuare i bastoni “giusti” per il giocatore? Pensiamo soltanto alla lunghezza e al peso dello shaft, o ai grip che possono variare per dimensione e tipologia di materiale di cui sono composti. Il punto da cui partire è che ogni golfista è fatto in un modo diverso da ogni altro e altrettanto unico può essere definito il suo swing. È del tutto evidente che una differenza di alcune decine di centimetri in altezza e/o di chili per quanto riguarda la massa corporea possano determinare conseguenze significative nel tipo di swing espresso. Per non citare altri importanti elementi da considerare, l’età e/o in generale la più o meno spiccata attitudine sportiva del soggetto che pratica il gioco del golf.
Tutte variabili che si tradurranno in swing molto diversi, ad esempio in termini di velocità, e che possono richiedere attrezzi diversi. In proposito è anche interessante sottolineare che, proprio per motivi legati alla componente fisico/atletica del golf, ciò che oggi può essere adatto, domani potrebbe essere da rivedere: si pensi ai giovani e alla loro forte evoluzione tecnica e fisica, ma anche a chi, ad un certo punto, possa trovare beneficio nel passare a shaft più giocabili (ad es. in grafite rispetto a quelli in acciaio).

Questione di dettagli 

CLUB FITTING: UTILE PER TUTTI. Si potrebbe definire club fitting un processo che, con un’analisi delle caratteristiche del giocatore e del suo swing, punti a individuare le specifiche dei bastoni da golf che meglio vi si adattano con l’obiettivo, per tutti, di effettuare il movimento nelle condizioni più redditizie, sia in termini di miglior colpo realizzabile, che di ottimale utilizzo delle risorse del giocatore. In proposito, è utile pensare che il set di bastoni giusto sia ciò che serve per apprendere come effettuare uno swing corretto. E non a caso si è detto “tutti”, in quanto la ricerca dei bastoni giusti vale per i professionisti come per chi è ai primi passi. È evidente che gli obiettivi saranno differenti nella qualità (l’eccellenza attraverso la selezione e la cura dei dettagli per i primi; un set che aiuti e semplifichi l’approccio al golf rendendolo più facile e immediatamente di soddisfazione per i secondi) ma molto simili nella sostanza: l’individuazione del bastone più adatto.
Detto questo, non si deve pensare che il club fitting faccia diventare quello che non si è (ancora…). Ma se proprio i più forti continuano nella ricerca del bastone che li fa rendere al meglio, perché chi ha già ben altri problemi e dubbi non dovrebbe cercare il set più “fitting” alle sue caratteristiche?

 

VALUTAZIONI HI TECH. Anche il club fitting negli anni ha avuto un’evoluzione tecnologica e oggi si avvale di strumenti di elevata sofisticazione che consentono di misurare praticamente ogni elemento dello swing e di delineare le specifiche che ogni singolo componente della sacca (compresa la pallina: con logica ed obiettivi simili si effettua, infatti, anche il ball fitting) deve avere per far rendere al meglio il giocatore. Tutto parte dalle caratteristiche “antropometriche” del golfista e, pertanto, l’inizio di una sessione di club fitting punta a tracciarne il profilo in termini di struttura fisica, altezza, peso ma anche, ad esempio, con misure della mano e delle braccia. La sessione vera e propria si svolge quindi, effettuando molti colpi con le diverse tipologie di bastoni che si vogliono testare i quali vengono poi valutati con l’ausilio di alcuni macchinari (compreso, se disponibile, un radar che segue in modo preciso il volo della palla), in relazione a molteplici parametri, come la distanza e la traiettoria della pallina, la velocità della testa del bastone e della pallina nel momento in cui parte, l’angolo di lancio verticale e laterale, quello di attacco, il backspin.
Questi dati, presi singolarmente o combinati (per esempio nello smash factor, il rapporto tra velocità della testa del bastone e della palla, utile per capire se si stia trasferendo in modo efficiente l’energia alla pallina), e analizzati con la competenza del club fitter, consentono di individuare: il giusto grip; la giusta flessibilità ed il peso dello shaft; il tipo, il loft, il bounce ed il corretto lie della testa dei bastoni.
I dati raccolti, confrontati su più attrezzi, compresi quelli eventualmente utilizzati dal giocatore, saranno la base per valutare se sia il caso di sostituire, modificare o integrare il set in uso ed eventualmente in che modo. L’esito di una sessione di fitting, infatti, può essere la sostituzione di uno shaft (ad esempio di driver o legni), o la modifica del lie e/o del loft di alcune componenti della sacca, particolare a volte trascurato ma decisamente determinante, nella sostituzione e modifica nel tipo o dimensione dei grip. A volte poi il risultato può anche essere la conferma che quanto utilizzato è esattamente quello che più si confà alle proprie caratteristiche. Forse può essere eccessivo parlare di bastoni fatti su misura, ma è indubbio che con una buona sessione di fitting la fiducia di cui si diceva nei propri “strumenti di lavoro”, così importante per rendere al meglio sulle 18 buche, può decisamente aumentare!