Imprese: indebitamento globale in calo per la prima volta in 8 anni

Karolina Grabowska on Pexels.com

Per la prima volta da otto anni a questa parte l'indebitamento netto globale delle società è in calo. In parole povere, le imprese stanno rimborsando i propri debiti. È il sorprendente dato che emerge dall'ultima pubblicazione annuale dello Janus Henderson Corporate Debt Index, secondo il quale gli utili operativi sono aumentati del 51,4%, raggiungendo la cifra record di 3.360 miliardi di dollari nel 2021/22, con un aumento significativo della liquidità, che ha consentito di finanziare le spese in conto capitale, pagare dividendi record, effettuare riacquisti di azioni e procedere al servizio e al rimborso del debito. Di conseguenza l'indebitamento netto è diminuito dell'1,9%, attestandosi a 8.150 miliardi di dollari nel 2021/22, con una riduzione dello 0,2% a valuta costante.

Poco più della metà delle aziende (51%) ha ridotto l'indebitamento a livello globale; quelle fuori dagli Stati Uniti sono state più propense a farlo, con il 54% di esse ad aver ridotto l'indebitamento netto. Un quarto delle società dell'indice Janus Henderson non ha debiti; si tratta di aziende che hanno complessivamente una liquidità netta di 10 mila miliardi di dollari, metà della quale appartiene a nove grandi società, tra le quali figurano aziende tecnologiche di diversi settori, come Alphabet, Samsung, Apple e Alibaba. 

Le misure di sostenibilità del debito sono nettamente migliorate nel 2021/22, con un rapporto debito/patrimonio globale in calo di 5,7 punti percentuali al 52,6% e tre quarti dei settori in miglioramento. La percentuale dell'utile operativo assorbita dagli interessi passivi è scesa al minimo degli otto anni da quando esiste l'indice, solo l'11,3%, grazie ai bassi tassi e agli elevati margini di utile. Per il prossimo anno Janus Henderson prevede un ulteriore calo dell'indebitamento, perché l'aumento dei costi di finanziamento e il rallentamento dell'economia spingono le aziende a essere più prudenti. Janus Henderson stima che il debito netto scenderà di 270 miliardi di dollari (-3,3%) a valuta costante, raggiungendo i 7.900 miliardi di dollari entro il prossimo anno.

Energetico, minerario e automotive: i settori più forti

Le maggiori riduzioni del debito riguardano i settori energetico, minerario e dell'auto. Il cambiamento maggiore si è registrato nel settore energetico; i produttori di petrolio e gas hanno ridotto il debito di 155 miliardi di dollari, con un calo di un sesto rispetto all'anno precedente, grazie all'impennata dei prezzi dell'energia, che ha determinato una significativa inversione di tendenza per il settore. La liquidità in forte crescita delle aziende minerarie internazionali ha consentito di ridurre l'indebitamento di un quarto.
Per quanto riguarda gli altri settori la carenza di componenti ha limitato le vendite di auto, ma ha favorito un mix di vendite con margini più elevati, riducendo la necessità di finanziare i programmi di credito al consumo delle case automobilistiche. 

Buone notizie per l'Europa

 L’indebitamento netto nel 2021/2022 è sceso dell’1,3% in Europa (Regno Unito escluso) a parità di valuta, nonostante un’ampia divergenza tra Paesi. Il debito è sceso in particolare in Norvegia, Italia e Svizzera, ma anche in Austria e Benelux. 
“Per quanto concerne le aziende italiane, l’indebitamento netto è sceso del 9,0% a parità del tasso di cambio grazie all’aumento degli utili e al calo degli investimenti per il gruppo Atlantia (infrastrutture per i trasporti) e al calo delle vendite del produttore automobilistico Stellantis, mentre è aumentato il debito per i servizi di pubblica utilità”, ha dichiarato Federico Pons, Country Head per l’Italia di Janus Henderson Investors.