Sostenibilità: Italia migliora in 11 indicatori su 17

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Italia promossa in sostenibilità. Ma non a pieni voti: infatti, ottiene la sufficienza in 11 indicatori su 17. Negli altri sei non brilla, anzi in alcuni si merita una sonora bocciatura. Nel complesso, comunque, la situazione è buona, ma resta tanto lavoro da fare. È quanto emerge dell’aggiornamento del Rapporto Asvis, che analizza l’avanzamento del nostro Paese verso il raggiungimento dei 17 Obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Ebbene, rispetto all’ultima rilevazione, la nostra Penisola ha compiuto notevoli passi in avanti nella lotta alla povertà. È progredita anche nei settori: alimentazione e agricoltura sostenibile, energia, innovazione, modelli sostenibili di produzione e di consumo, qualità della governance, pace, giustizia e istituzioni. È peggiorata in maniera significativa, invece, in uguaglianza di genere, acqua e strutture igienico-sanitarie, condizioni degli ecosistemi terrestri e cooperazione internazionale. Anche negli obiettivi sull’educazione e sulla condizione economica e occupazionale si è registrata una regressione, ma più lieve. Se rapportato al 2010, il quadro attuale è meno roseo: infatti, il miglioramento in questo caso riguarda dieci obiettivi e il peggioramento sette.

In occasione della presentazione del rapporto, Enrico Giovannini, portavoce dell’Asvis, ha espresso anche un giudizio sulla politica economica del governo. Secondo l’esperto, la legge di Bilancio 2020 dimostra una maggiore attenzione allo sviluppo sostenibile. “La Manovra riprende molte proposte dell’Asvis, ma per alcuni settori cruciali, come educazione, occupazione giovanile, tutela della biodiversità, i provvedimenti sono insufficienti per contenuti e risorse assegnate” ha spiegato a Repubblica. Per quanto riguarda l’apporto alla crescita, invece “non introduce modifiche in grado di ridurre significativamente il differenziale di crescita e di occupazione rispetto ad altri Paesi”.