Imprese italiane donano in beneficienza il triplo di quelle Usa

Chi l’avrebbe mai detto? Le imprese italiane non sono avare e di manica stretta come pensano in molti. Anzi, sono piuttosto generose. Ogni anno, infatti, donano una cifra sempre più alta. Stando alla seconda edizione di Corporate Giving in Italy, una ricerca basata sui bilanci 2017 di 94 aziende italiane di medie/grandi dimensioni (per il 45% italiane, il resto filiali estere) che complessivamente vantano una platea di 510 mila dipendenti e hanno un fatturato di 209 miliardi, nel 2017 le donazioni delle nostre società sono state superiori a quelle del 2016 e le previsioni di quest’anno parlano di un ulteriore aumento. Nel dettaglio, lo scorso anno sono stati elargiti ben 191,14 milioni, pari allo 0,3% dei ricavi totali dei “benefattori”: si tratta di una cifra ben più elevata di quella devoluta del network Cecp che riunisce 150 tra le maggiori aziende statunitensi per promuovere la filantropia d’impresa, che non è andato oltre lo 0,1% del ricavo complessivo. Insomma, l’Italia ha scelto di dare in beneficienza il triplo degli Usa.

Ecco a chi donano le imprese italiane

Nella stragrande maggioranza dei casi, l’88%, il denaro è stato versato direttamente dalle imprese, mentre nel 5% da “fondazioni d’impresa”. Infine, il restante 7% era costituito da contributi in beni e servizi. Il valore mediano dei contributi in denaro è stato di 240.735 euro per le imprese e di 214.250 euro per le loro fondazioni. Rispetto al 2016 “il coinvolgimento diretto delle aziende è in crescita, mentre le fondazioni calano del 9%, con una tendenza all’accentramento e alla professionalizzazione della filantropia che deriva dalla volontà di fare maggiormente leva sulla riconoscibilità del brand aziendale e connettere più strettamente le scelte filantropiche con le strategie d’impresa” si legge nella ricerca.
Ma chi sono i beneficiari di cotanto altruismo? Al primo posto si sono piazzati enti e associazioni che operano in tre ambiti: cultura, sport e ricreazione. Rispetto alla rilevazione precedente, però, hanno raccolto meno preferenze: se nel 2016 avevano assorbito il 28,19% del totale donato, lo scorso anno sono scesi al 19,71%. Al secondo posto i due settori assistenza sociale e protezione civile, che nel 2016 erano al 14,4% mentre nel 2017 sono saliti al 18,64%. Al terzo posto, gli enti che operano nell’ambito dell’assistenza sanitaria, stabili al 10,9%, seguiti dall’istruzione, che ha quasi raddoppiato i contributi, raggiungendo l’8%. In rapida ascesa, al quinto posto, anche lo spazio alla ricerca (5%). Del resto, il welfare pubblico è peggiorato e il disagio sociale aumentato. Anche le Fondazioni ex bancarie, che nel 2017 hanno donato circa un miliardo di euro, seguono questi trend.
Fra l’altro, più di un’impresa su due fra quelle oggetto dell’indagine hanno svolto almeno un’iniziativa di volontariato, che hanno coinvolto il 37% dei dipendenti (+19% rispetto alla prima edizione) per un totale di 130.742 ore di volontariato aziendale. Il valore mediano è stato di 720 ore: decisamente molto più elevato delle 108 ore mediane della rilevazione precedente.