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Un impianto fotovoltaico a Sanlucar La Mayor (Spagna)

Dopo mesi di confronto e l’intoppo della moratoria di un anno sul nucleare, c’è il via libera dal Consiglio dei ministri sul nuovo testo sul decreto di revisione degli incentivi al settore fotovoltaico. Per il ministero dello Sviluppo Economico il nuovo documento “pone le basi per lo sviluppo di medio-lungo periodo del comparto, accompagnandolo al raggiungimento dell'autosufficienza economica. Attraverso la razionalizzazione e una progressiva riduzione delle tariffe, sarà possibile controllare e impiegare con maggiore efficacia l'onere a carico di cittadini e imprese”. Rivisto profondamente lo schema di incentivazione per il comparto del fotovoltaico. “Il provvedimento – ha spiegato il ministro Paolo Romani delineando le principali novità del quarto conto Energia – consente di dare stabilità e prospettive di lungo periodo al mercato fino al raggiungimento della competitività tecnologica”.
Fra le principali novità, un nuovo regime di programmazione degli incentivi: il testo elimina ogni limite alla produzione con un nuovo sistema di regolazione automatica del livello degli incentivi in relazione alla potenza installata che entrerà a regime a partire dal 2013. Nel periodo transitorio è previsto un decalage progressivo necessario per allineare il nostro Paese ai livelli comunitari e la salvaguardia degli investimenti in corso. Inoltre un tetto di spesa massima e un registro tenuto dal Gse solo sui grandi impianti (superiori a 1 mw su tetto e 200kw a terra), consentiranno di limitare i fenomeni speculativi. La tariffa percepita viene determinata dal momento dell'entrata in esercizio dell'impianto, con la garanzia del rispetto dell'iter di connessione da parte del gestore di rete, in conformità con i tempi e le relativi sanzioni previste dall'Autorità per l'energia elettrica e il gas.
Con questo nuovo sistema si prevede di raggiungere la grid parity - e cioè la competitività della tecnologia - già al 2017. Il decreto prevede inoltre una serie di strumenti per rafforzare e potenziare la filiera industriale italiana attiva nella produzione di impianti fotovoltaici, quali:

- ‘premialità’ per le installazioni finalizzate alla sostituzione di amianto, per la realizzazione di impianti in aree da bonificare o soggette a recupero ambientale;
- l'introduzione di determinati requisiti di garanzia, efficienza e innovazione degli impianti, al rispetto dei quali sono previsti livelli di incentivazione più elevati.

A causa delle modifiche del quadro normativo sull'energia rinnovabile, un gruppo di operatori esteri del fotovoltaico ha chiesto allo Stato italiano il risarcimento dei danni subiti per un valore stimato di 500 milioni di euro come “danno emergente, senza contare il lucro cessante”. Per il gruppo di investitori - che include AES Solar Energy BV, Akuo Energy Sas, Fotowatio Renewable Ventures, Martifer Solar S.A., Siliken S.A. Solarig N-Gage S.A. e Wurth Solar GmbH & co. KG - il decreto firmato dai ministri Prestigiacomo e Romani “rappresenta la conferma di come il quadro normativo sia drasticamente cambiato e si riveli del tutto penalizzante per chi, facendo affidamento sul terzo conto energia, ha intrapreso investimenti da realizzarsi entro il 2011 e il primo trimestre del 2012 sostenendo costi per oltre 500 milioni di euro”.