Cosa bisogna fare per sbarazzarsi dei vecchi elettrodomestici, quello che non funzionano più, quelli la cui dipartita è necessaria per far spazio al nuovo? Gli italiani proprio non lo sanno. Una ricerca che il Consorzio Ecodom (Consorzio Italiano Recupero e Riciclaggio Elettrodomestici) ha commissionato a Ipsos lo conferma: per gli italiani il recupero e il riciclaggio degli elettrodomestici è una proprio galassia sconosciuta. A 6 anni dal recepimento della Direttiva europea la stessa terminologia in materia è sconosciuta ai più. Alla domanda «Lei sa che cosa sono i Raee?» ben il 71% degli intervistati ha dichiarato di ignorare cosa fossero e soltanto il 14% ha saputo definirli in modo preciso, ovvero “Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche”. Il 21% degli italiani non sa cosa siano le isole ecologiche e il 24% non le ha mai utilizzate. Una spaventosa carenza informativa che emerge nonostante, invece, sia diffusa la consapevolezza dell’elevato potenziale inquinante degli elettrodomestici. In questo contesto non sorprende che soltanto il 17% degli italiani abbia dichiarato di essere al corrente del decreto “uno contro uno” (quello che obbliga il distributore a ritirare i vecchi apparecchi nel momento in cui un cliente acquista un prodotto analogo nuovo) e che più della metà, il 53%, non ne abbia mai sentito parlare. E i distributori non sempre sembrano intenzionati a colmare questo gap informativo. Del 51% degli intervistati che hanno acquistato un grande elettrodomestico, televisori inclusi, negli ultimi sei mesi, soltanto il 42% (che sale all’88% per i piccoli elettrodomestici) dichiara che i negozianti hanno provveduto a ritirare l’apparecchio usato. Alla richiesta di indicare il motivo del mancato ritiro, ben il 62% degli intervistati ha risposto «Non me lo hanno proposto».