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La mobilità è una fonte di stress e di preoccupazione per 6 italiani su 10. E per la metà dei nostri connazionali ha un impatto negativo sulla qualità della vita.

Sono alcuni dati che emergono da un recente studio di Deloitte che, sondando le opinioni degli italiani e analizzando i diversi servizi di mobilità condivisa oggi in circolazione, ha registrato le trasformazioni che stanno riguardando il settore dei trasporti sia dal punto di vista della domanda che dell’offerta.

Questione di sensibilità. Ecologista

Dalle risposte degli italiani emerge forte ed evidente la crescita di attenzione dei viaggiatori verso l’ambiente: per il 79% degli intervistati la mobilità oggi rappresenta la principale causa di inquinamento. E 9 italiani su 10 ritengono che le scelte sui mezzi di trasporto possano incidere positivamente sull’ecosistema.

Una consapevolezza che si traduce, almeno idealmente, in scelte e comportamenti più sostenibili. 6 intervistati su 10 infatti considerano i veicoli a combustibile fossile non più necessari e addirittura 8 italiani su 10 vorrebbero sostituire la propria auto con un mezzo meno inquinante. Ma a frenarli, nella maggioranza dei casi, sono i costi elevati e poco accessibili.

Nuove prospettive per i viaggiatori

Auto privata e trasporto pubblico restano i due mezzi più impiegati dagli italiani nei loro spostamenti quotidiani.

Eppure, qualcosa molto gradualmente sembra trasformarsi nelle abitudini dei viaggiatori italiani. L’82% dei nostri connazionali infatti ritiene che negli ultimi anni il mondo della mobilità sia cambiato e il 54% di loro è propenso a utilizzare nei prossimi 3 anni nuovi servizi di mobilità alternativa, se disponibili nella propria città.

Un mercato in trasformazione

Secondo i dati raccolti da Deloitte, nel 2018 il numero di servizi di mobilità condivisa è cresciuto di 14 unità, arrivando a un totale di 363 a livello nazionale: rispetto a 3 anni fa, l’incremento totale è stato di oltre 100 servizi, con un tasso medio di crescita annuo del 12%.

Ad aumentare, in particolare, sono i servizi di pianificazione digitale degli spostamenti, oggi disponibili in un numero più ampio di città italiane, e quelli di carsharing e scootersharing, ora forniti da un numero maggiore di aziende.

E questa più ampia disponibilità si traduce in un maggiore coinvolgimento da parte dei viaggiatori: al 31 dicembre 2018 il numero di utenti della sharing mobility è arrivato a 5,2 milioni, con una crescita del 24% rispetto all’anno precedente. 

Il futuro è elettrico

La diffusione dei servizi di mobilità condivisa ha determinato anche un aumento interessante di veicoli elettrici in circolazione nelle nostre strade.

Secondo l’Osservatorio sulla mobilità di Deloitte, nel 2018 i mezzi di trasporto che non fanno uso di combustibili fossili erano il 43% rispetto a quelli totali a disposizione degli utenti, con un aumento del 16% rispetto all’anno precedente quando costituivano appena il 27% del totale.

Un boom determinato in gran parte dalla diffusione dei servizi di scootersharing elettrici che in un anno sono arrivati a sestuplicare la loro flotta: oggi le due ruote coprono il 22% dei veicoli disponibili, mentre solo un anno fa costituivano appena il 6%.