Meeting di Rimini: appuntamento al 20 agosto 2022

L'inaugurazione del Meeting di Rimini 2021 © Meeting Rimini on Flickr

Si è conclusa con l'annuncio delle date e del tema per il prossimo anno la 42esima edizione del Meeting di Rimini, tenutasi dal 20 al 25 agosto. L'appuntamento del prossimo anno, che debutterà nuovamente il 20 agosto, avrà il titolo "Una passione per l'uomo".
Svoltosi in forma "ibrida", in parte in presenza, in parte in streaming, l'evento ha spinto oltre 250 mila persone a seguire gli incontri in diretta e sui canali digitali. A questi numeri vanno aggiunte le 74 mila visualizzazioni giornaliere solo per il Talk “Il lavoro che verrà” e le 66 dirette relative a 36 eventi Meeting su tv nazionali e le web tv dei principali quotidiani italiani. Circa 80 mila sono, invece, le persone entrate in Fiera durante la manifestazione seguendo il protocollo anticontagio e 1.700 (più 250 del pre-meeting) i volontari che hanno reso possibile il consueto appuntamento riminese.

La ripartenza si basa sulla responsabilità

Questa 42esima edizione del Meeting di Rimini ha aperto l’orizzonte di una ripartenza possibile e sostenibile, incoraggiando un’assunzione di responsabilità personale di fronte alle sfide del nostro tempo. Il titolo “Il coraggio di dire «io»“ ha sollecitato la riflessione sull’iniziativa del singolo come origine di una socialità più solidale e l’urgenza delle domande esistenziali come fonte di relazioni più vere e di dialoghi più aperti a un arricchimento reciproco. Con gratitudine è stato accolto l’invito del Santo Padre al dialogo e alla testimonianza e nei dibattiti è stato ripreso il richiamo del Presidente della Repubblica al legame fra libertà e responsabilità per il bene comune pronunciato durante l’evento inaugurale. La tragedia dell’Afghanistan è stata al centro di numerosi incontri, evidenziando come la libertà e la democrazia siano tutt’alto che scontate e che la loro difesa dipende da un lato dall’educazione e dal coraggio civile di un popolo e dall’altro da un contesto geopolitico capace di contenere le minacce più violente rispettando le identità culturali e religiose.

Passando alle mostre, “Vivere senza paura nell’età dell’incertezza” è il titolo di una delle mostre più frequentate e di uno degli incontri più partecipati del Meeting. Entrambi hanno messo al centro il dialogo tra il filosofo Charles Taylor, il teologo anglicano Rowan Williams e il presidente di Comunione e Liberazione Julián Carrón. In un percorso multimediale la mostra presenta diversi aspetti della cultura postmoderna facendo emergere che la secolarizzazione è per i cristiani una “vocazione”, un “invito”, un’“opportunità” per riscoprire e far crescere l’esperienza di una fede autentica. Altre mostre hanno messo in evidenza l’attualità dell’opera di Pasolini, l’impatto delle serie tv sulla vita personale e sociale, esempi virtuosi di donne che hanno avuto il coraggio di creare in mezzo a mille difficoltà un lavoro e relazioni di amicizia.

Tra i protagonisti del mondo della cultura che hanno portato le loro testimonianze ci sono stati Edith Bruck, Elisa Fuksas, Susanna Tamaro, Eraldo Affinati, Carmen Pellegrino, Gian Mario Villalta, Andrea Benanti, Pupi Avati, Fabio Volo, Luca Doninelli, Alessandro Baricco, Sergio Givone, Jean-Paul Fitoussi. E come sempre non è mancata una riflessione scientifica. L’io umano è stato colto come “oggetto” di indagine scientifica nei suoi livelli più costitutivi e misteriosi (il linguaggio e la coscienza) e come soggetto di uno sguardo all’intero universo, coinvolgendo personalità del calibro di Andrea Moro, Marcello Massimini, Juan José Gómez Cadenas e sul tema dei buchi neri supermassivi del premio Nobel per la Fisica 2020 Reinhard Genzel.

In diversi incontri e mostre l’educazione e la formazione professionale sono state evidenziate come strade per la ripresa e la creazione di un lavoro dignitoso. A questi temi è stato dedicato il talk quotidiano “Il lavoro che verrà”, a cura della Fondazione per la Sussidiarietà. Sempre in una prospettiva orientata alle future generazioni sono state messe a tema la sostenibilità ambientale e sociale dell’economia, il Pnrr e la riforma dei sistemi sanitari, le nuove tecnologie, la mobilità e le nuove fonte di energia. Numerosi ministri, presidenti di regione, imprenditori, operatori sociali e sindacalisti hanno discusso di questi temi.

Il russo Damir Mukhetdinov, segretario esecutivo del Forum Internazionale Musulmano, David Rosen, Direttore internazionale degli affari interreligiosi del Comitato Ebraico Americano, il cardinale Louis Raphaël I Sako, patriarca di Babilonia dei Caldei e il cardinale Matteo Maria Zuppi hanno discusso sull’enciclica Fratres Omnes  evidenziandone la centralità in questo tornante della storia del mondo.

Varie iniziative di cooperazione internazionale dell’Italia o con base operativa in Italia sono state esposte in un padiglione dedicato. In un incontro sullo sviluppo della cooperazione il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha chiarito la posizione italiana ed europea di fronte alla tragedia dell’Afghanistan, indicando il G20 come luogo multilaterale più adatto e necessario per discutere sulle nuove politiche internazionali.
Uno dei temi centrali è stato il futuro della democrazia, che ha visto fra gli altri interventi del presidente Luciano Violante, dei professori Joseph Weiler e Sabino Cassese. In questo contesto tematico si è collocato un incontro fra i leader dei partiti presenti in Parlamento: Giuseppe Conte, Enrico Letta, Maurizio Lupi, Giorgia Meloni, Ettore Rosato, Matteo Salvini, Antonio Tajani.

Infine, il Meeting Music contest con il finale all’Arena Lido di Rimini ha visto al partecipazione di 137 giovani musicisti e band e nelle piazze del centro storico di Rimini sono stati presentati importanti spettacoli serali: il concerto inaugurale con il maestro Uto Ughi, un concerto con il giovane violinista e compositore Federico Mecozzi, spettacoli teatrali su Dante con Marco Martinelli, sulla figura di san Giuseppe con Maurizio Donadoni e infine “La Sagra Famiglia” di Cevoli.