2020: italiani tra i più pessimisti del mondo

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Italia a un passo da podio dei Paesi più pessimisti per il 2020. Secondo la 43esima edizione del Sondaggio Mondiale di Fine Anno di Gallup International (di cui BVA-Doxa è il partner per la nostra Penisola) sulle previsioni, le aspettative e le speranze dei cittadini di 46 paesi di tutto il mondo, nel Belpaese l'anno che verrà sarà nero per il 59% dei cittadini. Peggio di noi fanno solo il Libano (76%), Hong Kong (68%), Giordania (60%). Tra i più ottimisti ci sono invece Nigeria (73%), Perù ed Albania (70%), Kazakhstan (67%) ed Armenia (62%).

Guardando a livello più "macro", emerge che le popolazioni del Medio Oriente sono prevalentemente pessimiste (52%), mentre in India e nei paesi dell’Asia Occidentale (Afghanistan, Azerbaijan, Kazakhstan, Pakistan, Turchia) prevalgono previsioni ottimistiche per il nuovo anno. L’Europa occidentale è l’area più pessimista dopo il Medio Oriente e i paesi non appartenenti all’Unione Europea sono 2 volte più ottimisti dei paesi europei occidentali. Gli Americani sono significativamente più fiduciosi dei Russi.

I dati su previsioni e aspettative appaiono poi fortemente correlati all’età e al livello d’istruzione: gli intervistati d’età inferiore ai 35 anni e con titoli di studio più elevati risultano significativamente più ottimisti. La religione sembra invece non essere un fattore così discriminante, con un’eccezione però: gli Induisti sono di gran lunga più ottimisti.
Facendo un confronto con i risultati degli ultimissimi anni, il quadro generale viene complessivamente confermato: circa la metà della popolazione mondiale aveva dichiarato di sentirsi molto o abbastanza felice.

Felicità a confronto: il Global Happiness Index

Passiamo quindi alla top five dei paesi più felici in base al global Global Happiness Index (dato dalla differenza tra felici e infelici): qui troviamo la Colombia (dove i felici superano gli infelici di ben 88 punti), l’Indonesia (86), l’Ecuador (85) e il Kazakhstan (83), seguiti dalla Nigeria e le Filippine (78).

I paesi meno felici sono la Giordania (dove gli infelici superano i felici di 38 punti), il Libano (- 15), la Siria (-7), seguiti da Hong Kong e Iraq, con un saldo comunque positivo (+5).

L’italia si trova circa a 2/3 della classifica, ossia al 31° posto con 42 punti, risultato di 48% di felici (solo 2% molto felici, 46% abbastanza) meno 6% di infelici. C’è quindi una porzione molto ampia (45%) di nostri concittadini che si schierano al centro della scala, dichiarandosi nè felici nè infelici. Per fortuna giovani e giovanissimi sono molto più felici della propria vita rispetto agli individui d’età più avanzata: in particolare i felici sono 3 su 4 (76%) tra i 15 e i 17 anni, 2 su 3 (65%) nella fascia 18-34 anni e 6 su 10 (59%) nella fascia 35-44. La porzione dei felici si attesta poi al 45% tra i 45 e i 64 anni, per scendere inevitabilmente (29%) nella fascia over 64.