Andrea Leone Raffaella Leone Leone Film Group © Stefano Pinci

Simili e speculari. Optical, come i rispettivi uffici. Solare lei, più riflessivo lui. Anche se via via che si raccontano in entrambi si intravedono gli echi di quella rigorosa visione del mondo che ha reso celebri i film diretti dal padre. Il grande Sergio Leone. Siamo nella sede della Leone Film Group, immersa in una silenziosa e lussureggiante via in pieno quartiere Eur, a Roma. Loro sono Andrea e Raffaella Leone, rispettivamente presidente & Ceo e Ceo della società, che nell’arco degli ultimi sei-sette anni ha impresso una forte accelerazione al proprio business – il cinema – trasformandosi in uno dei maggiori interlocutori privilegiati per gli studios hollywoodiani (dalla DreamWorks alla Amblin di Spielberg passando per Weinstein Group e Lionsgate) e per i registi del nuovo cinema italiano, da Paolo Genovese a Paolo Virzì, e poi Gabriele Muccino e un premio Oscar come Giuseppe Tornatore.

Producono e distribuiscono film di successo, impossibile elencarli tutti, basti dire che tra gli italiani sono loro Immaturi , Perfetti sconosciuti  e La pazza gioia ; ma ora si sono messi a fare anche serialità televisiva di qualità: nel frattempo anche Stefano Sollima (Gomorra ) è diventato dei loro. Così, intorno ai cinquant’anni, i due fratelli a un tratto hanno deciso di rilanciare – vanno nel 2013 in Borsa e acquistano a stretto giro una società di produzione come la Lotus Film – regalando di fatto una seconda vita a se stessi e a un’azienda che altrimenti avrebbe potuto continuare a vivere benissimo di rendita sui diritti dei film in catalogo. Ma qual è la molla che porta due imprenditori a un certo punto ad aumentare la posta giocandosi il tutto per tutto dal punto di vista economico, ma anche – anzi forse soprattutto – un’eredità personale e familiare di grande prestigio internazionale come la loro?

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L'intervista continua sul numero di Business People  dicembre!

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