London Calling

London Calling. La celeberrima cover riprende nel lettering il primo album del 1956 di Elvis Presley e ritrae il bassista Paul Simonon durante il concerto al Palladium di New York, il 21 settembre 1979

Questo disco, giustamente ritenuto uno dei più influenti della storia del rock, potrebbe festeggiare due compleanni. La sua uscita ufficiale in Europa è infatti datata dicembre 1979, mentre la pubblicazione in Usa è fissata al gennaio dell’anno successivo. Quasi simbolicamente a voler rafforzare la capacità di London Calling di “coprire” due decenni. Moltissima parte della critica lo considera da sempre uno dei lavori centrali nella produzione musicale degli anni ‘80, un disco che presenta un tale campionario di stili, linguaggi e sonorità da essere compendio e punto di svolta della cultura rock. È il terzo album di una band il cui immenso talento è proporzionale all’onestà e alla sincerità del proprio modo di intendere la carriera artistica. Eppure, al momento della sua uscita i Clash venivano considerati nell’ambiente punk dei traditori per avere firmato con la Cbs. Ma la grande lezione che hanno dato, sublimata da London Calling, è proprio quella di andare al di là della furia incendiaria del punk per esplorare nuove possibilità di comunicazione. Raramente un disco ha offerto uno standard di qualità così omogeneo ed elevato; dalla title track alle cover (Brand New Cadillac, Wrong’em Boyo, Revolution Rock) al reggae di Guns of Brixton, a Lost in the Supermarket, Spanish Bombs e Jimmy Jazz. Attualissimo ancora oggi a 30 anni di distanza. E chissà per quanto ancora...