È la più grande acquisizione della storia di Apple: per 3 miliardi di dollari, di cui 2,6 miliardi da versare subito, la società fondata dal compianto Steve Jobs ha comprato BeatsElectronics, leader nel mercato di cuffie e altoparlanti bluetooth, e Beats Music, servizio di musica in streaming, lanciato a gennaio negli Usa. «La musica è una parte così importante della vita di tutti noi e, in Apple, occupa un posto speciale nei nostri cuori», ha dichiarato Tim Cook, Ceo dell’azienda. «Ecco perché abbiamo continuato ad investire nella musica e stiamo portando insieme questi team straordinari in modo che possiamo continuare a creare i prodotti e i servizi musicali più innovativi al mondo». Come è noto, la Apple è stata per anni il player dominante del mercato discografico, grazie al lancio dell’iPod, nel 2001, e poi di iTunes. Tuttavia, ora il suo regno stava cadendo lentamente a pezzi, minato dallo streaming musicale: un servizio su abbonamento, che non prevede l’acquisto dei singoli brani. Basti pensare che nel solo primo trimestre 2014, il mercato dei download è sceso tanto quanto il mercato dello streaming è cresciuto. Da qui, dunque, l’idea di Apple: allearsi con il nemico, assorbendo Beats Music e facendo concorrenza a Spotify e Deezer. Non solo. Dietro Beats Music e Beats Electronics c’è Jimmy Iovine, ossia l’ex tecnico del suono di artisti del calibro di John Lennon e Bruce Springsteen, ora presidente di Interscope Geffen A&M. Iovine vanta ottimi rapporti con l’industria discografica e cinematografica, che potranno fare sicuramente gioco ad Apple, sia sul fronte musicale che televisivo.