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Tempo di crisi? Non per l’orologio, fido alleato di miliardi di persone ogni giorno e ormai considerato vero e proprio accessorio di moda. Da sfoggiare di giorno e di notte. E gli italiani sono tra i suoi maggiori fan. Lo conferma il trend positivo di cui sta godendo l’industria del tempo sul mercato del Belpaese: dopo un 2009 problematico, il 2010 è stato incoraggiante e ha fatto registrare un tasso di crescita pari al 3,4% sul fronte della quantità e un sostanziale equilibrio in quanto a valore. Lo scorso anno in Italia sono stati venduti 7,5 milioni di orologi da polso per un valore di 1,23 miliardi di euro (dati GfK Retail & Technology per Assorologi, Marzo 2011). Fiducioso nel futuro, è Mario Peserico, presidente di Assorologi, che, a qualche mese dalla chiusura del 2011, dichiara a Business People : «In un contesto nazionale di consumi certamente non brillantissimo, l’orologio dimostra una tenuta notevole e anzi, nei primi sette mesi del 2011 segna addirittura una crescita di quasi l’8% delle importazioni dalla Svizzera. Un segnale molto confortante e forse inaspettato tenendo anche conto del ragguardevole apprezzamento del franco svizzero contro l’euro, è arrivato fino a 1,05 da 1,50 di due anni fa». Di non minore rilievo è la percentuale, in grande incremento negli ultimi anni, di acquisti effettuati da turisti, asiatici in particolare. Come sottolinea Peserico : «A mio modo di vedere, questo è un ulteriore importante segnale di come un prodotto, che da sempre ha fatto dell’Europa il proprio luogo di elezione e del consumatore europeo il proprio ambasciatore, induca anche i “nuovi consumatori” ad apprezzarne le qualità». A sostenere questa ripresa dei consumi è stato, anche e soprattutto, il calo del prezzo medio dai 172 euro del 2009 ai 164 del 2010. In materia di lancette gli italiani continuano a preferire il classico modello “solo tempo” (l’81% in quantità e il 69% a valore). Si conferma la leadership del movimento al quarzo (l’81% a quantità e il 54% a valore). Prevalgono, anche se in calo, i modelli dotati di una cassa in acciaio (il 72% a valore) e di un bracciale in metallo (il 44% a valore). Infine resta nettamente privilegiato il quadrante analogico (l’87% a valore).

E tu di che orologio sei?
Più di un oggetto segnatempo, l’orologio ormai da decenni è diventato un elemento fondamentale di stile. Marchi di fama internazionale come Omega, Rolex, Tudor, Fossil, Breil, Tag Heuer, Lorenz, CK Watches, Tiffany & Co., Swatch e Tissot sono oggi simbolo di lusso. Per alcuni l’orologio arriva a essere talismano e porta fortuna. E se la maggior parte delle persone ne possiede solo uno, c’è chi li colleziona e gira il mondo a caccia di rari modelli vintage. «Se da un lato l’orologio», continua il presidente Peserico, «è diventato meno necessario per la pura lettura dell’ora grazie alle molteplici alternative tecnologiche, dall’altro ha acquisito sempre più il ruolo di fondamentale complemento dell’abbigliamento e dei gusti dei consumatori. Con l’orologio adesso il consumatore ha capito che può “giocare”, sostituendolo in funzione dell’occasione, dell’abbigliamento, dei materiali con cui è prodotto e a cui è abbinato e ciò ritengo sia un passaggio decisivo per il successo di un prodotto che come pochi altri ha avuto continuità attraverso gli ultimi due secoli». E a conferma di ciò è arrivata anche “Watch & Click”, la mostra fotografica e testuale sul tempo e l’orologio, organizzata da Assorologi in collaborazione con Vogue Italia e tenutasi a Milano dall’8 all’11 settembre nella cornice di Palazzo Morando in occasione della Vogue Fashion’s Night Out.

Le tendenze
Ma quali sono le nuove tendenze in materia di orologeria firmata? Protagonisti in assoluto sono i modelli d’alta gamma, frutto del binomio vincente tradizione e innovazione, che abbinano qualità, prestigio e alto contenuto stilistico e tecnico. Numerosi i modelli storici rivisitati in chiave moderna con dotazioni hi tech. Molte anche le proposte di modelli realizzati in materiali innovativi come la ceramica e il titanio. Non mancano ovviamente proposte di modelli avanguardistici, caratterizzati da casse ultra-sottili, forme originali e colori fantasiosi. A confermare la sua supremazia sul mercato internazionale è infine ancora il «made in Switzerland», che continua a esercitare il suo fascino.

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UN TUFFO NELLA STORIA
Nato nel 1880 per uso prettamente funzionale e militare, l’intuizione di dotare il classico modello da tasca di un cinturino in pelle che permettesse di indossarlo al polso fu della storica azienda familiare svizzera Girard-Perregaux (www.girard-perregaux.ch). S’impose all’attenzione degli ufficiale superiori della marina da guerra tedesca e successivamente, durante la guerra dei Boeri (1899-1902), a quella degli ufficiali dell’artiglieria inglese e dei piloti d’aereo. Per esempio fu proprio su richiesta dell’eccentrico pioniere dell’aviazione brasiliano, Alberto Santos–Dumont, che l’amico Louis Cartier nel 1904 realizzò il leggendario modello Cartier-Santos. Ma fu negli anni ’60 che l’orologio da polso è assurto al rango di status symbol, quando venne immortalato in diverse occasioni sul grande schermo e fuori dal set indosso alle più importanti star del cinema internazionale.