Borsa, lusso e moda rallentano. Colpa della Cina?

La brusca frenata della Cina, che lo scorso anno ha registrato la crescita inferiore dal 1990 (+6,6%), sta avendo importanti ripercussioni sulle performance delle Borse di tutto il mondo. Anche in settori tradizionalmente forti, come la moda e il lusso. A dirlo l’analisi stilata da Pambianco sulla variazione dei titoli delle aziende di questi settori nel periodo 1° gennaio – 31 dicembre 2018, secondo cui i valori sono decisamente lontani dagli aumenti registrati a fine 2017. Tuttavia, il lusso europeo è riuscito comunque a mantenere il segno positivo, grazie soprattutto ai guadagni della prima parte dell’anno e ai risultati tranquillizzanti dell’ultimo trimestre. Basti pensare a Kering, che ha fatto registrare un +17%, ma anche a Brunello, Cucinelli (+11,8%), Hermès (+10,8%), Lvmh (+9,1%) e Aeffe (+5,8%). Ma non mancano esempi negativi, come quelli di  Burberry (-0,6%) che sconta ancora la transizione manageriale e stilistica, Salvatore Ferragamo (-18,4%), Hugo Boss (-22,7%) e Tod’s (-29,4%). Malissimo poi i  titoli delle società che sono in fase di riassetto come Stefanel (-60,7%) e Safilo (-76,4%).

Moda e lusso americani in caduta libera

Il 2018 è stato un anno tutto sommato positivo anche per lo sportswear, e in particolare per Puma (+18,6%) e Adidas (+12,2%). Nei listini americani si sono distinti Lululemon (+52,6%), Columbia Sportswear (+16,4%), Under Armour (+15,7%) e soprattutto  Nike, in crescita del 18,1% a 74,14 dollari.
Male invece il fast fashion. Ancora negativi, infatti, i titoli di Next (-8,7%), H&M (-20,4%) e Inditex (-20,5%). Ma anche il lusso americano, con Tiffany (-22,8%), Tapestry (-23,2%) e Capri Holdings (-40,8%), ex Michael Kors, tutti in ribasso.