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Supponiamo che stiate per recarvi a un incontro irrinunciabile a Tokyo piuttosto che Londra, Parigi o Francoforte o addirittura Mosca. Siete stranieri in terra straniera. Ecco una guida per cosa cercare all’estero, ovviamente per quanto riguarda vino e dintorni!

Francoforte, Germania
Non solo città degli affari ma anche uno dei centri più stimolanti per la ristorazione di qualità e ovviamente per gli appuntamenti vinosi. Siete nella terra del più grande vino bianco al mondo, il Riesling, non fatevi scappare la possibilità di comprare, anche nei grandi magazzini la scelta è imbarazzante per ampiezza, a prezzi irrisori vini da apprezzare subito e fare qualche acquisto intelligente per gli anni futuri. Sentitevi liberi allora di esplorare mete come il Sudafrica e la Romania che offrono prodotti di una piacevolezza estrema anche sotto i 5 euro. Se invece volete fare qualche assaggio, cercate il più vicino Jacques Wein Depot, una catena specializzata nell’importazione di piccoli produttori dal rapporto qualità prezzo notevole. Tra le etichette per andare sul sicuro segnatevi Cape Spring Pinotage 2007 (SudAfrica), il rosé rumeno molto diffuso Schwarze Madchentraube, mentre tra i nomi tedeschi cercate la gamma “biologica” Moselland e i vini di Von Buhl dallo Pfalz, sempre ottimi. Un’altra scelta enorme è disponibile tra i Sekt ovvero i vini spumanti (in mezzo alle etichette tedesche optate per Furst Von Metternich per andare sul sicuro). Tra i ristoranti a Francoforte, non mancate una visita al palazzo di vetro di Holbein’s in Holbeinstrasse 1, al classico ma informale Medici (con più di 30 vini in degustazione al bicchiere) in Weissadlergasse 2 e per qualcosa di veramente diverso al Silk Bed in Carl-Benz Strasse 21 dove mangerete sdraiati e potrete usufruire di massaggi. Il locale si trova all’interno del Coocon Club. Tra le enoteche nella centralissima Willy Brandt Platz andate nella piccola ma agguerrita Frankhof-Kellerei e fatevi consigliare un Tba, ovvero un vino muffato che potrete bere con calma con i vostri nipoti tra 30 anni…

Tokyo, Giappone
Qui siamo davvero in una terra dove la vite non cresce (con le dovute eccezioni, come la Chateau Lumiere) ma non significa che dobbiate rinunciare a bere. Nei supermercati la presenza italiana è garantita da brand toscani di levatura internazionale come Ruffino, che dal classico Riserva Ducale al più esclusivo Modus (Sangiovese e Cabernet) vi permetteranno di sfoggiare un pezzo d’Italia al momento giusto. Altro marchio toscano che ha in qualche modo conquistato il Giappone è l’Enoteca Pinchiorri, che è uno dei luoghi preferiti dai giapponesi per trovare fine wines. La Trattoria Coltibuono, poi, è un autentico pezzetto di Toscana.
Se volete sperimentare l’organizzazione giapponese applicata al vino, cercate Enoteca. La catena vende anche online, per esempio un rarissimo Brunello di Montalcino Argiano del 1979 a “soli” 18.000 Yen (circa 150 euro). E se avete dimestichezza con il giapponese, non fatevi scappare Beginner Wine Ds , un imperdibile titolo per Nintendo Ds che mette alla prova le vostre conoscenze enoiche.
Esulando dal vino, ricordate che in Giappone si producono alcuni tra i migliori whisky del mondo e non è raro che prodotti giapponesi superino nei concorsi gli scotch whisky dalla Scozia! Cercate tra i single malt lo Yoichi della casa Nikka e tra i “blended” il Suntory Hibichi.

Londra, Gran Bretagna
Benvenuti nella capitale del consumo mondiale del vino di qualità, dove i fine wines (così si chiamano in terra d’Albione i vini più prestigiosi del mondo) sono consumati a tutte le ore nei ristoranti della city. Poche città offrono le stesse possibilità di Londra per wine tasting. Certo, le tasse inglesi sull’import sono esose e fanno lievitare i prezzi delle bottiglie, ma questo rende la selezione molto rigorosa. Per farvi un’idea recatevi in Oxford Street da Selfridges. Qui si trova il Wonder Bar di Gabriele Rappo, terzo miglior sommelier d’Europa, e guidati da lui potete provare il meglio al mondo con un assortimento impressionante di Chateau Bordolesi (da Lafite a Palmer, da Petrus a Mouton Rotschild), bollicine d’autore (Krug Clos d’Ambonnay) e Borgogna da sogno. I cartellini dei prezzi indicano solo cifre a quattro zeri, ma del resto qui vengono a fare shopping Paris Hilton, Mariah Carey e Liz Hurley... E ci si può divertire anche con un solo bicchiere ad esempio del raro Cheval Blanc (il vino citato nel film Sideways a base Merlot e Cabernet Franc) a disposizione insieme a decine di altre etichette nel Wine-JukeBox presso il bar. La tecnologia che rende possibile l’assaggio di tutti questi vini è italiana, le macchine per conservare una bottiglia aperta per settimane senza danneggiarla sono targate Enomatic.
Tra i ristoranti, ricordatevi che per meno di 50 sterline è davvero difficile mangiare di livello e quindi se dovete farlo, puntate sul sicuro. Per quanto riguarda la cucina italiana vale una sosta allo Zafferano di Enzo Cassini, dove il sommelier è Luca Boschian (colui che ha cambiato senza battere ciglio un Petrus da 20 mila euro a un cliente che sosteneva fosse un falso) e la Locanda Locatelli nel WestEnd, frequentatissima da vip con una carta dei vini che sarebbe da portare come libro di testo ai corsi sommelier...

Parigi, Francia
Teoricamente è il posto migliore dove rimanere confinati, data la quantità enorme di locali dove gustare ottimi vini. Purtroppo la Francia è il Paese dei più grandi vini del mondo ma anche dei peggiori spacciati per buoni, è facile finire vittima di vini dalla generica provenienza “Bordeaux” o “Rhone” (Rodano). Un buon consiglio potrebbe essere quello di affidarsi alla catena Nicolas, con vini da un buon rapporto tra qualità e prezzo. Non si può mancare una visita al ristorante di Enrico Bernardo, Vino (in 13, boulevard de la Tour-Maubourg), dove vi viene servito un menu in base al vino scelto e non viceversa. Nel dubbio, infilatevi in uno dei numerosi bar à vins dove in genere l’oste sta dalla vostra parte... Un indirizzo a metà strada è Le Mauzac, in Rue dell’Abbé de l’Epée e Jacques Melac, che dagli anni ‘30 è uno dei bistrò più famosi di tutta Parigi.
L’idea del vino al supermercato Oltralpe non è così sconveniente come in Italia. Per esempio presso Galeries Lafayette trovate anche il Merlot più caro e ricercato del mondo, sua maestà Chateau Petrus e lo Chateau Margaux, ma anche vini “da battaglia”: qui, come in Germania, la Bulgaria fa furore. La spiegazione sta nel fatto che è francese il più grande “negociant” di vino al mondo, la Grand Chai de France che importa vino e mosto da tutta Europa (e in gran parte proprio dalla Bulgaria) ed è proprietario di marchi diffusi nel mondo come Jp Chenet e Mouton Cadet. Sono vini senza pretese, che costano pochissimo e offrono una beva piacevole e senza pensieri.

Mosca, Russia
Capitale dei nuovi ricchi e una delle piazze del pianeta più stimolante con una serie ininterrotta di nuove aperture e locali sempre più esclusivi che fanno a gara nello strapparsi i clienti a suon di Cristal, Salon e altri Champagne di lusso. Del resto il Cristal per anni è stato prodotto dalla maison Louis Roederer in esclusiva per la corte degli zar. Anche a Mosca come a Londra, preparatevi a spendere parecchio se volete stare bene. Nei locali di Anatoly Komm potrete sperimentare le più moderne tecniche di cucina molecolare accompagnate da una carta dei vini sontuosa, purtroppo anche nei prezzi! Il suo omonimo ristorante si trova in Kutuzovsky Prospekt 12. In centro c’è il Green Grill Room (Petrowka 30/7) con prezzi più abbordabili. Se siete nostalgici dell’Italia, ricordate la Cantinetta Antinori Russa, in Denegnij Pereuloc, 20 e il Turandot in Twerskoj Bulvar 26/5 dalla cucina misto francese/orientale ma dalla carta dei vini enciclopedica.
Prima delle recenti vicende a Mosca si trovava del vino georgiano a poco prezzo e di qualità molto elevata (non scordiamoci che la vite e la viticoltura sono nate in Georgia) ma adesso è in atto un embargo contro la giovane repubblica. In compenso, da noi comincia a essere importato il buonissimo Rkatsiteli di Prince Makashvili.
Per il futuro, ha fatto scalpore la decisione di Aleksej Gordeev, il ministro dell’Agricoltura, di aumentare del 30% (quasi 21mila ettari) le superfici vitate, per ora a prevalenza di destinazione d’uso per basi spumante. Ciò significherà forse più vino russo in circolazione di qualità medio bassa ma anche un allargamento verso il consumo e l’acquisto di questa bevanda, dato che proprio i Paesi che producono più vino sono solitamente anche quello che ne consumano di più e non necessariamente del loro.