Fojaneghe: compie 60 anni il primo storico bordolese italiano

Il Fojaneghe, nobile vino della cantina trentina Conti Bossi Fedrigotti e primo esempio di uvaggio bordolese in Italia, spegne quest’anno 60 candeline. Prodotto nell’omonimo vigneto da uve Cabernet e Merlot, il Fojaneghe racchiude in sé un pezzo di storia dell’enologia italiana, rappresentata da una nobile presenza della famiglia Bossi Fedrigotti, oggi tutta al femminile, con la giornalista e scrittrice Isabella, la sorella Maria José e la nipote Valérie.

I Conti Bossi Fedrigotti sono radicati in Trentino, a Rovereto, da quasi 600 anni e da più di 300 sono attivi nel mondo del vino. Il Conte Federico, padre e nonno delle attuali proprietarie, dimostrando il suo spirito pionieristico, comprese per primo le potenzialità delle uve bordolesi Cabernet e Merlot, vitigni presenti da almeno cento anni nella regione, dove esprimevano le loro migliori caratteristiche. Avendo intuito per primo che questi vitigni potevano essere valorizzati anche in Italia attraverso un sapiente uso del legno, a lui si deve anche l’introduzione della barrique. Una scelta coraggiosa ma lungimirante. Nel 1961 fu creato il Fojaneghe, primo vino italiano di stile bordolese, che si è fatto notare da subito e ha segnato una svolta innovativa nel panorama enologico italiano e internazionale, non solo per l’uvaggio, le scelte viticole ed enologiche, ma anche per avere proposto come etichetta del vino il nome del suo vigneto d’origine.  “Nostro padre, Federico Bossi Fedrigotti, nel 1957, alla guida di un gruppo di viticoltori trentini partì alla volta di Bordeaux per vedere cosa facevano i colleghi francesi della zona”, ricorda Isabella Bossi Fedrigotti. “Scoprì così le barrique, le botesèle come le chiamarono in dialetto trentino e che dopo lunga ricerca riuscì a procurarsi. Quattro anni dopo era pronto il Foianeghe”.