Da qui al 2022 la quota di mobile worker, ovvero di lavoratori in grado di gestire la propria attività in mobilità, in Europa crescerà di nove punti percentuali passando dal 56 al 65%. E in Italia nello stesso periodo i mobile worker passeranno da 7 a 10 milioni di persone, su una popolazione globale di 22 milioni di lavoratori. È quanto emerge da una recente analisi di IDC e VMware, in collaborazione con AD Consulting, CH Ostfeld, SoftwareOne e Speditamente, presentata in una serie di appuntamenti organizzati tra giugno e ottobre in cinque città italiane: Roma, Bologna, Firenze, Genova e Napoli.

Empowering the Digital Workspace”, questo il titolo del roadshow organizzato da IDC e dagli altri partner dell’iniziativa, ha analizzato la trasformazione dello spazio di lavoro concentrandosi in particolare sullo sviluppo delle piattaforme di digital workspace, tecnologie capaci di creare degli spazi di collaborazione online a cui ogni individuo può accedere in modo univoco e sicuro da qualsiasi luogo e attraverso dispositivi differenti.

Il roadshow, che ha visto la partecipazione di numerosi CIO e IT manager, ha spiegato come semplificare e rendere più sicuro l’accesso alle applicazioni aziendali e allo stesso tempo migliorare l’esperienza della collaborazione online tra i dipendenti.

Edifici sempre più smart

Come è emerso anche all’interno dei diversi incontri, la trasformazione dei processi di lavoro sta provocando una modifica degli stessi luoghi aziendali, che cominciano ad accogliere al loro interno delle funzioni di smart building. Sono sempre di più infatti gli uffici che abbandonano le postazioni individuali sostituendole con spazi di collaborazione come meeting room e sale conferenza, che prevedono soluzioni di comunicazione wireless sia interni che verso l’esterno.

E se cambiano i processi e gli spazi dell’attività produttiva, da qui a qualche anno le tecnologie trasformeranno il concetto stesso di lavoro: dallo smart working  all’intelligent working  fino ad arrivare all’augmented worker performance . Sono infatti già in produzione dispositivi intelligenti studiati per semplificare le attività produttive, come i visori in grado di liberare le mani dei lavoratori o gli assistenti virtuali che possono prendere decisioni in totale autonomia.

Più attenzione alla sicurezza e alla privacy

Con il crescere della quota di smart worker sarà via via maggiore la complessità degli ambienti tecnologici da gestire, che dovranno soddisfare standard molto elevati in fatto di sicurezza del patrimonio informativo aziendale e privacy dei lavoratori. In questo senso le piattaforme di digital workspace diventano degli strumenti di gestione essenziali per le aziende, che attraverso queste tecnologie possono mantenere il controllo sui propri asset e migliorare la produttività, rendendo al tempo stesso l’esperienza professionale dei dipendenti più soddisfacente.

Nelle parole di Luca Zerminiani, Director System Engineering Italy di VMware Italia, “i tradizionali metodi di gestione, protezione e supporto di forze lavoro, app e dati non sempre soddisfano le esigenze aziendali. Per cogliere nuove opportunità e far fronte a nuove sfide, le aziende di ogni settore stanno esplorando nuove soluzioni che consentano loro di migliorare la produttività, l’efficienza dal punto di vista dei costi e l’agilità dell’organizzazione”.