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La domanda è: come fanno? Come fanno certe mamme a gestire contemporaneamente due “imprese”: quella lavorativa (magari fondata e diretta dalle medesime) e quella famigliare (fatta di lavatrici da far andare, bambini da accompagnare un po’ ovunque, riunioni scolastiche a cui partecipare)? Se lo si chiede a loro si scopre che queste Wonder Woman hanno qualità e hanno sviluppato competenze che tutti i manager vorrebbero avere. Ma come hanno fatto?

Si parte dalla capacità di ottimizzazione, gradita soprattutto se applicata a tempi e costi. Come hanno fatto Grazia Bensi, Grazia Guenzani e Michela Rossi, socie fondatrici di Begrace, negozio “itinerante” di abbigliamento per bambini. «Abbiamo deciso che non volevamo aprire un negozio perché ci avrebbe occupato troppo tempo e sarebbe costato troppo. Quindi ci siamo inventate questa formula: organizziamo delle vendite solo per pochi giorni in negozi già esistenti e che ci ospitano. Questo ci permette di ottimizzare i costi, perché non abbiamo i costi fissi del negozio (affitto, riscaldamento, personale, etc.), e di conciliare l’attività coi nostri tempi e le nostre esigenze di mamme. C’è stata un’ottimizzazione, insomma, di tempi e costi».

Un’innovazione che ha faticato non poco a prendere piede ma che è riuscita col tempo ad attirare l’attenzione della stampa e, soprattutto, dei clienti. Un’avventura gestita da tre super-mamme (due figlie la Bensi; tre figli la Guenzani e tre, più un quarto in arrivo, la Rossi) che sono tra loro interscambiabili. Come dire: ci sono priorità nella vita per le quali vale la pena non accentrare il “potere” nelle proprie mani, ma concedersi il “lusso”, se possibile, di spartire le responsabilità (e lo stress) con più di una persona.

Ora, manager, appuntatevi sul taccuino un altro nome da cui potreste essere ispirati. È quello della tostissima Cristina Malvini, a capo di un franchising di asili nido a Milano e hinterland, Il pianeta dei bambini. Tutto è iniziato quando lei, giovanissima e incinta, rilevò un asilo. «La famiglia per me non è mai stata un intralcio» risponde lei, classe ‘63, due figli ora di 19 e 15 anni. «Io sono una donna molto determinata, quindi rispetto al raggiungimento degli obiettivi ho messo sempre in atto delle strategie determinate; non mi sono mai fatta fermare dalle criticità». E quand’anche queste arrivassero «le affronto con una certa filosofia». Riecco la domanda: come? «Bisogna fare uno sforzo nel pianificare tutto senza farsi prendere troppo dallo stress». Determinazione, pianificazione. Non strategie da manuale ma una più efficace ricchezza acquisita nel luogo familiare da trasferire a quello professionale. «Bisogna riuscire a essere prima un buon riferimento come mamma e come moglie per poi riportare anche a livello lavorativo una certa capacità di collaborare con le persone in tranquillità». Infine, dalla super-mamma Malvini una significativa “stoccata” all’atteggiamento maschile nel raggiungere obiettivi lavorativi: «Le donne, rispetto agli uomini, non devono sentirsi sempre le prime, questo ci differenzia. L’uomo deve sempre dimostrare di essere il primo e il più bravo. Per cui le capacità, le risorse, le energie spesso vengono sprecate. Insomma: si diventa ultimi perchè poco produttivi».

Un’altra per cui puntare sulla qualità della vita ha avuto un ritorno positivo nel lavoro è l’ingegnere dell’Eni Caterina Spadea. Che nel bel mezzo della sua seconda maternità, invece di adagiarsi sull’idea di proseguire la sua carriera in sordina, “penalizzata” dalle due figlie, si è rimessa in gioco con caratteristiche, ancora una volta, da imitare. Si è inventata il sito www.caseinitaly.com tramite il quale si possono trovare case di vacanza in affitto mettendosi in contatto direttamente con i proprietari senza l’intermediazione di agenzie. Racconta: «Chi, sia uomo che donna, intendesse intraprendere un’impresa, è chiaro che deve pensare di fare sacrifici. Il primo è che si dorme poco. Ma le mamme a questo sono abituate: o cadono in depressione o sono resistenti allo stress». Insomma: capacità di sacrificio, resistenza fisica e allo stress sono doti irrinunciabili.

A questo bisogna aggiungere la freddezza di compiere scelte ponderate: «È bello avere la testa tra le nuvole ma i piedi ben piantati per terra» precisa Spadea a proposito di abbandonare un lavoro sicuro per un’impresa ancora tutta da costruire. E il dono di saper volgere a proprio favore situazioni che a prima vista sembrano sfavorevoli: «La maternità va vissuta come un’opportunità perché ti capita una volta nella vita di stare a casa e reinventarti imprenditrice. Anziché mettere a frutto le tue capacità per la tua azienda, le puoi mettere a servizio di te stessa. Una mamma a casa è una risorsa per l’imprenditoria».

Ma non solo. Eleonora Barducci con l’amica Antonella Freschi ha creato, ispirandosi a un prodotto inglese (“nappy-cake”), Dolce Pannolino. Si tratta di “torte” di pannolini contenenti ulteriori oggettini da regalare. I manager, dice, «devono imparare a tenere sempre viva la passione e lo spirito con cui si fanno le cose perché permette di affrontare anche lunghe e pesanti ore di lavoro: diversamente anche solo dieci minuti di lavoro pesano».

Infine, a sentire Paola Ottavis, fondatrice con Silvia Neirotti, di 40settimane, linea di prodotti per l’infanzia, la scintilla da cui nasce un’impresa può avere molto a che fare con momenti apparentemente “morti” rispetto al lavoro, come la maternità, a patto di mantenere uno sguardo vigile e attento sulla realtà. Quel tipo di sguardo che riesce a cogliere dei mercati ancora da esplorare e conquistare. «Ci siamo rese conto che l’Italia, patria del gusto, della bellezza, della moda, era carente nell’offerta di prodotti pré-maman» ricorda Ottavis. Consigli spicci per gli uomini? «Consiglierei, se qualcuno non lo fa già, di fare più cose contemporaneamente. Essere impegnati su molti fronti, ma in modo organizzato, è una chiave del successo. Differenziare il pensiero e l’azione aiuta molto. Non bisogna spaventarsi di fronte alle giornate stracolme di alcune donne che lavorano e gestiscono una famiglia. Arrivare “vittoriose” alla fine di una giornata in cui si è riusciti a dominare fronti completamente diversi contemporaneamente dà la carica per fare di più e meglio. Vedo che l’uomo spesso è bravissimo sul lavoro ma fa solo quello. Sfidarsi su più fronti fa la differenza: velocizza, toglie l’ansia, si è anche più soddisfatti e le cose vengono meglio. Inoltre, una mente che si muove velocemente da una cosa all’altra è anche una mente più creativa. Una mente che vede tante cose, si sa adattare, diventa flessibile».

Il successo di queste “super-mamme” e le loro “strategie” parlano da sè e rendono autorevoli i loro consigli. Per esempio quello di Paola Ottavis che, per non farsi sopraffare dagli impegni della giornata, ha un modo tutto suo per ripartire: «Un respiro e via. Si fa».

DONNE E LAVORO
Il primo settore per penetrazione delle donne è l’abbigliamento con il 15,1%
Per il 56% del campione intervistato nella propria azienda non ci sono politiche del personale specificamente a sostegno delle aziende
Per l’89%di donne manager e per il 65% di uomini manager nei prossimi 3/5 anni bisognerà puntare sulle donne per il miglioramento dell’immagine aziendal

Dati forniti dalla ricerca condotta da Enzo Losito Bellavigna e Tito Zavanella per GEA - consulenti Associati di direzione aziendale

DALL’ABBIGLIAMENTO ALL’ASILO: I CONTATTI DELLE “NOSTRE” SUPER-MAMME
Eleonora Barducci, Antonella Freschi: Dolce Pannolino, idea-regalo “a base di pannolini” contenenti vari altri oggettini per il bimbo e/o per la mamma
www.dolcepannolino.it
Grazia Bensi, Grazia Guenzani, Michela Rossi: Begrace, negozio “itinerante” di abbigliamento per bambini dai due ai dieci anni
www.begrace.it
Cristina Malvini: Il pianeta dei bambini, franchising di asili nido a Milano e hinterland
ilpianetadeibambini.it
Paola Ottavis, Silvia Neirotti: 40settimane, linea di articoli per bebé e mamme
www.40settimane.it
Caterina Spadea: sito per affittare case-vacanza contattando direttamente i proprietari
www.caseinitaly.com