Qual è il pericolo più grave per la sicurezza aziendale? I dipendenti. A dirlo sono gli esperti dell'agenzia investigativa Kroll realizzato con Legal Week : prima ancora che hacker e cyber criminali attacchino la vostra rete, nel 75% dei casi sono i lavoratori stessi a causare perdita di dati sensibili, cifre o informazioni riservate. E in almeno il 57% dei casi, questo avviene per casualità o incuria più che per intento criminale. Tra gli errori fatali ci sono l'uso di chiavette Usb ricevute come gadget e che spesso contengono software-spia.

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Tra gli obiettivi dei ladri ci sono profili dei clienti (75%, in particolare anagrafiche e abitudini d'acquisto), dati sensibili relativi ai dipendenti (50%) e i dati finanziari (25%). Tra i settori economici più violati figurano sanità, assicurazione, servizi alle imprese. «Per esempio, il furto delle cartelle cliniche, nei Paesi anglosassoni preoccupa molto i cittadini», spiega al Corriere della Sera Marianna Vintiadis, managing director di Kroll per l'Italia, «mentre da noi c' è minore sensibilità sul tema. Forse perché, dagli acquisti online all'home banking, il Paese è poco digitalizzato. Negli Usa, per legge, quandouna società subisce una violazione di dati personali deve avvertire gli interessati. E può scattare un risarcimento».

«Troppo spesso le aziende si concentrano su violazioni dolose», sostiene Vintiadis, «e solo il 14% dichiara di aver subito una fuga di dati. Però, spesso non c'è nemmeno la consapevolezza di essere vittime di attacchi». Attenti quindi a dipendenti, ma anche lavoratori in uscita, collaboratori e freelance.