Il 13° rapporto Censis-Ucsi sulla comunicazione segnala un nuovo record per Internet, oggi usato dal 73,7% degli italiani e, tra essi, dal 95,9% degli under 30. La ricerca rileva che negli ultimi dieci anni gli utenti del Web sono passati “da meno della metà a quasi tre quarti” degli abitanti del Paese. Le donne hanno superato gli uomini nell’uso di Internet: 74,1% le prime, 73,2% i secondi. Contribuisce a questo nuovo record la crescita della penetrazione degli smartphone, utilizzati dal 64,8% degli italiani e dall’89,4% dei giovani tra i 14 e i 29 anni. L’utenza complessiva è aumentata del 12% in un anno. La conseguenza è che tra il 2007 e il 2015 la spesa per i telefoni ha segnato un +191,6%, “per un valore di 5,9 miliardi di euro nell’ultimo anno”, e un +41,4% per i computer. In tempi di crisi, dunque, spiega il Censis, “gli italiani hanno evitato di spendere su tutto, ma non sui media connessi in rete, perché grazie a essi hanno aumentato il loro potere individuale di disintermediazione”. Lo sfruttamento delle potenzialità dei nuovi apparecchi “ha significato spendere meno soldi o anche solo sprecare meno tempo: in ogni caso, guadagnare qualcosa”.

SOCIAL E MEDIA. La ricerca si è concentrata anche su social network, Tv, radio e stampa. Facebook è risultato il social più frequentato: lo utilizza il 56,2% degli italiani, l’89,4% degli under 30 e il 72,8% delle persone istruite, con diploma o laurea. Youtube raggiunge il 46,8% nel 2016, e quasi il 74% tra i giovani. Instagram in tre anni è passato dal 4,3% al 16,8% (quasi il 40% tra i giovani). Boom per WhatsApp, che oggi è utilizzato dal 61,3% della popolazione e dall’89,4% dei giovani. La televisione, prosegue il Censis, “continua ad avere un pubblico coincidente con la quasi totalità della popolazione: 97,5%”. Anche la radio mantiene un buon grado di penetrazione, pari all’83,9%. I quotidiani cartacei invece “perdono lettori, ridotti al 40,5% degli italiani”. Crescono di quasi il 2% i quotidiani online, e aumentano anche i lettori di settimanali (+1,7%) e mensili (+3,9%).