La rivale di Apple Music approda a Wall Street con una quotazione diretta

Finalmente è arrivato il grande giorno per Spotify. Oggi, infatti, la piattaforma di streaming musicale svedese sbarca ufficialmente in Borsa e sarà quotata al New York Stock Exchange (Nyse) con il simbolo “Spot”. Secondo gli esperti, si tratta della più importante quotazione tecnologica del 2018. Del resto, si stima che la capitalizzazione finale potrebbe arrivare fino a 23 miliardi di dollari, anche se per ora c’è molta incertezza sul prezzo. Nuovissima, infatti, la tipologia di raccolta: la società ha scelto la via della quotazione diretta, rinunciando alla tradizionale Ipo con l’emissione di nuove azioni. In pratica, i titoli verranno venduti personalmente agli investitori, senza passare attraverso intermediari e sottoscrittori. Ecco perché non c’è un prezzo di partenza delle azioni: si stima però una cifra compresa tra i 90 e i 132 dollari.

La situazione attuale di Spotify

A fine 2017 la società che ha rivoluzionato il modo di ascoltare musica contava 159 milioni di utenti attivi, con 71 milioni di ascoltatori paganti. Il ricavo è stato altissimo, pari a 4,09 miliardi di euro, ma non sufficiente a contenere tutte le perdite. La scelta di rinunciare all’Ipo non è priva di rischi: non avere sottoscrittori, infatti, significa che in caso di istantanea difficoltà non ci sarà nessuno che potrà sostenere il titolo. Inoltre, non ci sarà alcun “lockup”: non c’è un periodo in cui chi già possiede le azioni non potrà venderle. Di contro, la soluzione scelta da Spotify riduce sensibilmente i costi legati al collocamento.