GroupM: pubblicità globale in crescita del +19%

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GroupM prevede una crescita della pubblicità globale del 19% nel 2021 (escludendo la pubblicità politica negli Usa), con un tasso di crescita annuale del 6,3% fino al 2026. È la stima contenuta in This Year, Next Year , l’ultimo Global Forecast di GroupM. “È diventato evidente che il mercato sta crescendo in maniera molto più veloce rispetto a quanto ci aspettassimo e su una scala più ampia rispetto a quanto pensassimo all’inizio. Anche se molti fattori di crescita erano presenti prima dello scorso anno, la pandemia ha dimostrato di essere un acceleratore”.

In termini assoluti, si stima che la pubblicità globale supererà il trilione di dollari nel 2026 (comprendendo la pubblicità politica negli Usa) contro i 641 miliardi del 2020 e i 522 miliardi nel 2016. Crescerà inoltre la concentrazione: nel 2020 le 25 principali società media rappresentavano il 67% dei ricavi adv totali contro il 42% del 2016.

Analizzando i singoli mercati, nel 2021 gli Usa cresceranno del 17%, il Canada del 19%, il Brasile del 24%, il Regno Unito del 24%, la Francia del 10%, la Germania dell’11%, la Cina del 23%, il Giappone del 10%, l’India del 20% e l’Australia del 18%.

 Per quanto riguarda la televisione, ci si aspetta un incremento del 9,3%, un miglioramento rispetto al +7,8% previsto precedentemente. La tv connessa continuerà a crescere: i ricavi pubblicitari cresceranno a 31 miliardi nel 2026, per un tasso di crescita annuale del 14%.

Pubblicità: i fattori di crescita del mercato adv

La crescita dello streaming video globale, la concentrazione nei media, la crescita delle tv connesse saranno i principali trend di mercato che sosterranno la crescita della pubblicità globale. L’espansione dell’ecosistema delle app, la rapida creazione di piccoli business dedicati all’attività di formazione, la crescita di marketplace media transfrontalieri (che coinvolgono specialmente l’aria manifatturiera in Cina) sono tra i fattori che hanno contribuito a una crescita maggiore della pubblicità digitale rispetto alle precedenti previsioni.

Ma la crescita non vale per tutti: “I proprietari dei network tv tradizionali hanno dato priorità agli investimenti in contenuti via streaming. Mentre molti di loro offriranno qualche forma di pubblicità e intercetteranno una quota del totale della pubblicità tv, questi guadagni compenseranno solo in parte la riduzione della spesa tradizionale su mezzo. Di conseguenza, vediamo una crescita più rapida nella pubblicità sulle tv connesse (che precedentemente abbiamo definito “estensioni digitali della TV tradizionale”) rispetto a quanto precedentemente previsto, ma la pubblicità televisiva totale sarà generalmente stabile o in lenta crescita”.