Rispettare l’identità nazionale, un po’ come facevano gli antichi romani durante le loro conquiste. È così che si costruisce un “impero” di oltre 400 marchi in circa 190 Paesi, cercando di onorare la storia e le caratteristiche di ciascun brand che negli anni, spesa dopo spesa, ha saputo entrare nel cuore dei consumatori. La filosofia di Unilever non è cambiata dal 1884 a oggi, cioè da quando William Hesketh Lever, primo visconte di Leverhulme e fondatore della Lever Bros, lancia il suo primo prodotto rivoluzionario: il Sunlight Soap. Precorrendo i tempi, però, Lord Leverhulme investe anche su quello che oggi chiameremmo marketing: dà al sapone un nome commerciale, Sunlight appunto, e lo vende incartato in pacchetti singoli promuovendo l’igiene personale nell’Inghilterra vittoriana. Pochi chilometri più a sud, intanto, in Olanda sin dal 1872 due aziende stanno investendo in un nuovo prodotto a base di grasso di manzo e latte, la margarina, un sostituto economico del burro. Da queste due storie, unite dal comune interesse per alcune materie prime, nasce Unilever il 2 settembre 1929, nel pieno della Grande Depressione. Guerre, boom economico, crisi e riprese non hanno cambiato la vocazione del gruppo verso il servizio alle fasce più povere della popolazione, divenute oggi i consumatori di tutto il mondo. Ricerca, tecnologia, innovazione sono le parole d’ordine di questa storia, insieme al coraggio di affrontare le sfide della modernità come l’avvento della televisione, di cui Unilever è stata la prima a comprendere le potenzialità comunicative. Detersivi, surgelati, gelati confezionati, prodotti per la cura della persona: non c’è un aspetto della nostra vita dove Unilever non abbia voce o non l’abbia avuto in passato. Almeno fino alla grande svolta degli anni '80. In quest’epoca la multinazionale anglo-olandese si colloca al 26esimo posto tra tutte le aziende del mondo e ha interessi nel settore della plastica, del packaging, delle piantagioni tropicali e in una compagnia di spedizioni, nonché in un’ampia gamma di prodotti alimentari e per la cura della casa e della persona. Troppo? Forse. Così almeno la pensano i suoi vertici che, con un audace cambio di strategia, decidono di tornare a focalizzarsi sul proprio core business. Alla fine degli anni '90 le categorie in cui il gruppo opera scendono da 50 a 13, lasciando emergere – e crescere – le quattro aree principali: Home Care, Personal Care, Foods e Refreshments A questa rivoluzione si affianca la battaglia per la sostenibilità.
Con l’arrivo del XXI secolo Unilever punta su una trasformazione aziendale al fine di formare centri di eccellenza e semplificare il business, sfruttando più efficacemente la portata aziendale. Sono tutti passaggi che portano nel 2004 alla ridefinizione della mission di Unilever, simboleggiata anche dal nuovo logo: «Soddisfare le esigenze quotidiane di alimentazione, igiene e cura della persona con marchi che aiutano le persone a sentirsi bene, avere un bell’aspetto e a vivere al meglio». Sì, insomma, «aggiungere vitalità alla vita di ogni giorno».

LA STORIA DI UNILEVER

 

- 1872 Nei Paesi Bassi Jurgens e Van den Bergh aprono i loro primi stabilimenti per la produzione di margarina, un’alternativa economica al burro.

- 1884 William Hesketh Lever, primo visconte di Leverhulme e fondatore della Lever Bros, lancia il Sunlight Soap che garantisce più schiumosità rispetto ai concorrenti. L’azienda diventa promotrice della cultura dell’igiene personale e lancia poi il Lifebuoy Soap (liquido). Seguiranno nel giro di pochi anni i prodotti per la casa Sunlight Flaxes (che prendono il nome di Lux Flakes) e Vim.

- 1887 William Lever acquista il terreno in cui edificherà Port Sunlight: un grande stabilimento sulle rive del Mersey di fronte a Liverpool, con un borgo costruito appositamente per gli operai con alloggi, servizi e strutture per il tempo libero di buon livello.

- 1922 Lever Brothers acquisisce Wall’s, una famosa società produttrice di salsicce che inizia a produrre gelato da vendere in estate per supplire al calo della domanda di salsiccia.

- 1929 Il 2 settembre Lever Brothers e Margarine Unie – fondata dall’unione di Jurgens e Van den Bergh – sottoscrivono un accordo per creare Unilever.

- 1943 Unilever diventa l’azionista di maggioranza di Frosted Foods, che possiede Birds Eye e i diritti di un metodo di conservazione alimentare nuovo per il mercato dei prodotti di largo consumo: la surgelazione. Nel 1946 Birds Eye lancia i primi piselli surgelati nel Regno Unito.

- 1955 Il 22 settembre Unilever trasmette la primissima pubblicità sulla tv commerciale britannica, quella del dentifricio Gibbs Sr. Nel 1969 trasmetterà anche il primo spot a colori per i piselli Birds Eye. Arrivano sempre sul mercato UK i bastoncini di pesce: in un decennio rappresenteranno il 10% del consumo di pesce nel Regno Unito. In Usa debutta Dove.

- 1956 Unilever Research istituisce il suo Biology Department, che negli anni 80 diventerà il reparto BioScience, Nutrition and Safety.

- 1960 Viene lanciata Becel, la pionieristica margarina “salutare”, in seguito alla richiesta della comunità medica di creare un alimento in grado di abbassare il colesterolo. All’inizio il prodotto è venduto solo in farmacia.

- 1963 In Europa è lanciato Cornetto, il primo cono gelato di marca imballato. Nel 1982 arriverà la specialità natalizia Viennetta e nel 1989 il Magnum in Germania.

- 1966 Nasce formalmente Unilever Italia, come unica entità, composta da diverse realtà già presenti e fortemente radicate sul territorio.

- 1971 Viene acquisita Lipton International e l’attività operativa nel settore del tè di Unilever diventa una delle più importanti al mondo.

- 2000 È creato l’Unilever Health Institute, centro di eccellenza per alimentazione, salute e vitalità.

- 2004 Vengono lanciati la mission Vitality e il nuovo brand Unilever, compreso il nuovo logo che rappresenta la diversità di Unilever e dei suoi prodotti.

- 2010 Nasce l’Unilever Sustainable Living Plan (Uslp), piano per la crescita sostenibile della multinazionale basato su una nuova vision aziendale: supportare il business, riducendo l’impatto ambientale e incrementando gli effetti sociali positivi della propria attività. Ancora oggi l’Uslp guida le strategie della multinazionale.