La quotazione in Borsa Italiana di Moncler, storico marchio di piumini di lusso, scalda anche il freddo inverno che si è abbattuto su Piazza Affari in questi ultimi giorni dell’anno: il 16 dicembre 2013 - giorno del suo sbarco sul listino milanese accompagnato da Mediobanca, BofA Merrill Lynch e Goldman Sachs - ha infatti ha segnato un rialzo del 46,76% rispetto al prezzo dell’Ipo. La capitalizzazione è passata dunque nel giro di pochi minuti da 2,55 a 3,74 miliardi, numeri che hanno fatto il giro del mondo e ridato slancio al settore della moda e del “made in Italy” proprio nei giorni degli acquisti natalizi.
Numeri che dimostrano anche la forza del lusso, comparto che viaggia a un ritmo due volte superiore rispetto a quello del Pil globale e che molti analisti lo danno come scommessa vincete per il prossimi anni. Nonostante il titolo abbia perso nel giorno successivo dalla quotazione oltre il 5%, continua a valere in Piazza Affari di più di Finmeccanica o Mediaset e quasi il doppio di Mps.
Il suo proprietario Remo Ruffini può quindi andarne fiero: in soli dieci anni dall'acquisizione ha portato sulle passerelle del mondo intero e in Borsa Italiana, facendo diventare uno dei titoli di maggior successo, come già Ferragamo nel 2011 e Brunello Cucinelli nel 2012. La gestione italiana del brand, datata 1992, ha infatti aumentato la fama del giaccone imbottito in piuma d'oca che, nato in Francia (a Grenoble) nel 1952 come capo da alta quota, è oggi un must anche in città. Il successo del brand è anche dovuto al fatto che Moncler ha iniziato a essere sempre più apprezzato dalle celebrità del mondo intero, le quali hanno iniziato a essere “contraddistinte” dal celebre galletto riprodotto sul logo. Sono proprio questi vip che hanno partecipato, come a ogni sfilata che si rispetti, alla cerimonia organizzata a Palazzo Mezzanotte, dove il conto alla rovescia per il debutto in Borsa è stato accompagnato da immagini ispirate allo sbarco sulla Luna.