Moncler verso il record di ricavi. I piumini “volano” anche in Borsa

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Moncler diventa sempre più grande. A distanza di cinque anni dalla quotazione in Borsa, l’azienda specializzata in abbigliamento invernale e controllata da Remo Ruffini sta per raddoppiare il suo fatturato. Se alla collocazione a Piazza Affari a dicembre 2013 i suoi ricavi erano pari a 580 milioni, nei primi nove mesi del 2018 sono saliti a 872,7 milioni, per una crescita a due cifre rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, fissata al +23% (a tassi di cambio costanti). Nel dettaglio, le vendite dell’attività retail sono state pari a 597,3 milioni, in aumento del 25% sullo stesso periodo dell’anno precedente (+30% a tassi di cambio costanti), mentre quelle dei negozi di terzi (wholesale) a 275,4 milioni, in crescita del 6% (+10% a tassi di cambio costanti). E la situazione sembra essere destinata a migliorare ulteriormente, visto che il quarto trimestre è iniziato bene. Secondo le previsioni, il record fatto segnare a fine 2017, con 1.193 milioni di euro di ricavi, a fine dell’anno in corso sarà battuto.

Moncler corre a Piazza Affari

Oggi appaiono davvero lontanissimi i tempi in cui il marchio stava fallendo (circa una quindicina di anni fa). Ma a che cosa si deve questa risalita da manuale? Essenzialmente a una precisa strategia aziendale: scommettere tutto sui piumini, che rappresentano ancora oggi la maggior parte dei guadagni di Moncler. Strategia che ovviamente è andata di pari passo con una giusta promozione,  una ristrutturazione e una crescita che ha coinvolto tutto l’azienda, inclusi l’organico e i negozi, anch’essi raddoppiati rispetto all’Ipo (a fine settembre erano 214). Insieme ai ricavi, sono “volati” anche il margine e i profitti di Moncler. E, infatti, l’azienda ha quasi triplicato il suo valore in Piazza Affari: ieri, ogni singola azione valeva poco meno di 30 euro, contro i 10,2 del collocamento, per un valore complessivo di 7,6 miliardi. E il titolo mostrava un rialzo del 2,84%.