Investimenti, le donne italiane sono meno prudenti del previsto

Come sono le donne in fatto di amministrazione delle finanze personali? Prudenti o avventate? Tradizionali o innovative? A queste e ad altre domande ha provato a rispondere Jp Morgan am, la casa globale di asset management, attraverso un sondaggio su oltre 3mile donne (30-65 anni) in otto Paesi europei, Italia compresa. Ne è emerso che il 19% delle donne appartiene al profilo delle “protettrici passive”, per le quali la sicurezza viene prima di tutto, anche del rendimento. Per loro, la priorità è prepararsi al meglio in vista della pensione. Queste donne temono le perdite di denaro e i mercati. Le donne più protettrici in assoluto sono quelle svedesi (26% dell’intero profilo), mentre le italiane non lo sono particolarmente (12% del totale). La quota tricolare è molto più elevata fra le “sbrigative e ambiziose”: il 31% del 5% delle signore appartenenti a questa categoria arriva dall’Italia. Si tratta di donne perlopiù giovani (sotto i 40 anni), istruite, con una forte propensione al digitale, che amano sfidare e battere i mercati e vogliono poter prendere le loro decisioni in piena libertà. Le italiane sono una presenza forte anche nel gruppo delle “attente al presente”: il 25% del 13% del totale. Si tratta di persone che sono abbastanza determinate nel voler costruire e difendere la propria indipendenza finanziaria, anche se in misura inferiore rispetto a quelle del gruppo precedente, che le superano anche per livello di reddito e di investimento.

Jp Morgan am ha intervistato anche 600 uomini, per fare un paragone. Ha così confermato che il sesso maschile è un passo in avanti in fatto di amministrazione delle finanze personali e di investimenti. Se solo una donna su cinque si promuove sul fronte delle conoscenze finanziarie, fra i maschi il rapporto sale a uno su tre. E ancora, se solo il 34% delle donne si definisce “molto sicuro” nella gestione dei soldi, negli uomini questa quota è del 46%. Infine, solo il 30% delle donne ritiene la propria autostima superiore alla media, a fronte del 50% degli uomini. Eppure le donne italiane avrebbero tanto da dare: il loro budget complessivo vale 16 miliardi di euro. Complessivamente, se tutte le donne europee si “buttassero”, si avrebbero 196,4 miliardi di investimenti in più (+13%).