Exor vola: merito di Marchionne e di Fca

John Elkann © Bill Pugliano/Getty Images

Il 2017 è stato un anno d’oro per Exor. A dirlo il presidente John Elkann nella sua tradizionale lettera agli azionisti. Infatti, il valore netto degli attivi per azione è cresciuto, in dollari, del 56,9%: bel oltre l’indice di riferimento della holding, l’Msci World in dollari, pari a 36,8 punti percentuali. La crescita della società d’investimento controllata dalla famiglia Agnelli, una delle principali in Europa, è merito soprattutto di Fiat Chrysler Automobiles. «Il 2017 è stato il nostro miglior anno, escluso il 2009, quando Exor è stata costituita» ha scritto Elkann. «Il contributo singolo più grande a questo risultato è stato determinato da Fca, che nel 2017 ha quasi raddoppiato la capitalizzazione, da circa 14 a circa 28 miliardi di dollari» ha aggiunto.

Exor punta ancora più in alto

Exor non intende certo fermarsi qui. Se fino a qualche mese fa gli obiettivi per il 2018 fissati da Fca nel 2014 sembravano irraggiungibili, ora appaiono sempre più a portata di mano. E se saranno agguantati, il prossimo anno la società potrà vantare 4 mld di cassa, 125 mld di dollari di ricavi e 5 mld di dollari di utili netti adj. Chi subentrerà all’uscente Sergio Marchionne, dunque, troverà “una gallina delle uova d’oro”. Elkann ha solo parole buone per l’amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles e vicepresidente di Exor. «Il merito della fortissima performance del 2017 appartiene tutto a Fca e in particolare alla guida di Sergio: ha la capacità, che io ammiro molto, di guardare in faccia alla realtà e di essere determinante nel mettere in atto le decisioni che riflettono questa realtà» ha commentato.