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In Italia ha visto la luce il primo progetto per la valorizzazione della ricerca interuniversitaria. Si chiama University for Innovation (U4I) ed è una Fondazione costituita dagli atenei di Bergamo, Milano-Bicocca e Pavia, che si presenta con questa mission: «There is no progress without innovation: we need to turn ideas into projects, and projects into progress» (letteralmente «Non c'è progresso senza innovazione: dobbiamo trasformare le idee in progetti e i progetti in progresso»). L'obiettivo è attrarre importanti investitori internazionali, valorizzare un portafoglio unico di brevetti e di spin off, creare e diffondere la cultura dell’innovazione, seguendo così l'esempio delle esperienze internazionali di maggior successo nel campo del trasferimento tecnologico come istituti di ricerca e università inglesi e israeliane, prime al mondo per qualità della ricerca e della didattica. 

Il lavoro di University for Innovation

Dall’open innovation  alla converging innovation , la Fondazione U4I si propone di aprire i confini della ricerca dei singoli dipartimenti agli stimoli provenienti dagli altri atenei, favorendo lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi risultato della sinergia tra le tre Università. Le iniziative più promettenti verranno scelte ogni anno attraverso una call for ideas  e potranno ricevere finanziamenti a partire dalla fase di sperimentazione. I progetti finanziati potranno, inoltre, contare sul supporto di un team specializzato nel management dell’innovazione che consentirà di portare le nuove conoscenze dal laboratorio al mercato e al territorio, oltre che su una rete di collaborazioni con agenzie straniere dedicate alla valorizzazione della nuova conoscenza e della ricerca.
Per guidare le attività della Fondazione, con l’incarico di direttore, sarà Enrico Albizzati. Dagli anni nel gruppo Montedison a quelli in Pirelli, Albizzati vanta una lunga esperienza nella valorizzazione della ricerca e nell'innovazione industriale.

U4I in breve

  • Oltre mezzo milione di euro: è quanto è stato impiegato per il funzionamento del progetto
  • 41 i dipartimenti coinvolti, di cui 14 recentemente riconosciuti dal Miur come dipartimenti di eccellenza
  • Oltre 2 mila, i ricercatori interessati  
  • Più di 100 famiglie di brevetti
  • Oltre 40 spin off attivi in otto ambiti: Aerospaziale, Life science e biotecnologia, Agrifood, Materiali, Energia e ambiente, ICT, Industria Culturale, Mobilità sostenibile
  • Otto tappe per l’innovazione: ricerca, valutazione, proprietà intellettuale, promozione, brevetto, attivazione di spin off, attivazione di joint venture e start up, ricerca condivisa