Forse questa volta ci siamo. Dopo anni di vane speranze, illusioni e delusioni, questa volta la ripresa economica sembra essere una cosa concreta, tangibile e davvero imminente. Certo, si parla di percentuali molto basse ma, dopo gli ultimi drammatici 10 anni, anche queste percentuali fanno ben sperare.

Ripresa economica, Bankitalia vede un po’ rosa

Secondo Bankitalia, nell’ultimo trimestre (luglio-settembre) l’economia del nostro Paese è cresciuta dello 0,5%. Considerando che si tratta dei mesi estivi, quelli in cui – complici le vacanze – la produzione incontra un rallentamento fisiologico, la notizia è piuttosto buona.

L’Istat, nell’ultima rilevazione, ha registrato un aumento della fiducia dei consumatori, con il relativo indice che è arrivato a 115,5 (da 111,2). L’indice sul clima economico è passato dal 129,3 di agosto al 143,9 di settembre. La fiducia si riflette anche nei consumi: nel secondo trimestre (marzo-giugno) quelli registrati dalla grande distribuzione sono aumentati del 4%.

Il Pil cresce più del previsto, buono anche il numero di imprese create

In generale, il Pil italiano quest’anno dovrebbe vedere un aumento compreso tra l’1 e l’1,5%. Sono cifre lillipuziane, vero, ma evidenziano un cambiamento del quadro generale e possono mettere in moto un ciclo virtuoso. Il clima positivo sta spingendo i consumi ma anche gli investimenti e questo naturalmente giova al Pil.

La fiducia si riflette anche nell’aumento del numero di imprese che nascono e nella contrazione di quelle che muoiono: secondo quanto riferito da Avvenire , nei primi 8 mesi dell’anno, sono nate oltre 300 mila nuove aziende. Alla fine dell’anno, secondo le proiezioni, dovrebbero essere oltre 440 mila.

Ripresa economica: gli effetti della congiuntura internazionale

L’economia italiana beneficia del mutato clima economico sia in Europa che nel mondo. Se la Bce ha di recente corretto le stime riguardanti l’andamento del Pil dell’Eurozona di quest’anno, portandole al 2,2% dall’iniziale 1,9, il Fondo monetario internazionale ha rivisto al rialzo quelle relative all’economia globale tout court, portandole – con l’ultimo World Economic Outlook – al 3,5%.

L’economia si rimette in moto ma l’incognita restano salari e occupazione

Cos’è che manca, oltre a cifre più nette e rassicuranti? Manca l’impatto sull’occupazione. La timida crescita che vive l’economia italiana, al momento, non ha spostato molto in termini occupazionali e ancor meno ha interrotto la stagnazione salariale. Servono tempi più lunghi, probabilmente, perché la crescita possa produrre effetti anche in questi due campi. La speranza è che ciò accada presto, perché a quel punto l’economia italiana potrebbe tornare a marciare sul serio.