Orologi, mercato in stallo? Cosa fare

Rolex Oyster Perpetual GMT-Master II, cassa 40 mm in acciaio, lunetta con disco Cerachrom monoblocco graduato 24 ore bicolore in ceramica verde e nera, movimento automatico GMT con certificazione di Cronometro Superlativo. Costa 10.550 euro

Ammettiamolo, ci avevamo fat­to un po’ l’abitudine. Sveglia la mattina, doccia, colazione e poi prima di andare al lavoro, un rapido sguardo al Nautilus chiuso in cassaforte, orgoglio­si che anche nella notte appe­na trascorsa il suo valore fosse aumentato di 50 o forse anche 100 euro rispet­to al giorno precedente. Un numero per capi­re meglio la questione: la referenza 5711 del già citato modello della Patek Philippe, dal 2018 al 2022 ha visto la sua quotazione aumentare di più del 400%, impossibile da paragonare a qualsiasi altro ambito di investimento.

Nulla in questi ultimi anni ha visto incrementa­re così tanto il suo valore e nulla ha concesso dei margini di guadagno così alti. A tutto ciò va ag­giunta la considerazione che l’orologio è il bene “mobile non registrato” per eccellenza: paga le tasse solamente una volta, quando viene acqui­stato da nuovo, da quel momento in poi può cambiare proprietario senza ulteriori tassazioni. Tutto questo riesce solamente a dare una prima “occhiata” ai tanti fattori che hanno concorso alla rapida ascesa delle valutazioni dei segnatempo cui abbiamo assistito negli ultimi due o tre anni. Un altro elemento importante è quello della difficoltà nella reperibilità del prodotto: la pro­duzione dell’Alta Orologeria è giocoforza limi­tata. Per costruire un modello importante, in­fatti, sono indispensabili le mani abili di un orologiaio, la sua competenza, la sua decenna­le esperienza. Alla scarsità di prodotto è corri­sposto il rapido allargamento del pubblico che desidera coronare il sogno di avere al polso un modello blasonato. Si sono aperti mercati scon­finati come la Cina e l’India, seguiti da tutti i Pa­esi del Sud-Est asiatico ai quali si sono uniti con sempre maggiore potenza anche quelli del Medio Oriente. In pratica ci sono milioni e milioni di persone che vogliono e possono acquistare un orologio importante, ma trovano enormi difficoltà nel reperirlo. La conseguenza è una sola: sono (o forse erano) disposti a pagare un moltiplicatore sul prezzo di listino pur di averlo al polso.

Patek Philippe Nautilus referenza 5726/1A

Patek Philippe Nautilus referenza 5726/1A, Calendario Annuale e fasi lunari in acciaio, quadrante blu, il colore del modello originale Nautilus del 1976. Costa 52.110 euro

In pratica, la più elementare delle leggi tra la domanda e l’offerta ha fatto schizzare le quotazioni di un bel gruppetto di orologi, Patek Philippe e Rolex in primis, ma anche Richard Mille, Vacheron Constantin, qualche Royal Oak di Audemars Piguet, alcuni Speedmaster di Omega. Accanto a loro, l’offerta ha fatto impennare le quotazioni degli indipendenti, da Urwerk a François-Paul Journe, da Max Busser a HYT. Tutto bene? Non proprio. Perché le quotazioni, a partire dalla scorsa estate, si sono perlopiù fermate, anzi in qualche caso il trend è diventato negativo. Le cause sono molteplici. 

La prima è che, sebbene la richiesta in concessionaria dei modelli “nuovi” non accenni minimamente ad abbassarsi (e rimarrà così per tanto tempo), meno bene sta procedendo il mercato del secondo polso, che negli anni scorsi ha fatto incetta di un po’ di tutto: la conseguenza sono magazzini strapieni di pezzi acquistati sovrapprezzo e quotazioni in discesa. La seconda motivazione, che riguarda tutto il mondo del lusso, è il timore che stanno provocando le situazioni di conflitto in atto da quest’anno. C’è poi una terza motivazione, sempre relativa all’Asia: la flessione del mercato del trading di criptovalute.

Tudor Ranger Ref. 79950

Tudor Ranger Ref. 79950. Costa 2.600 euro, con bracciale 2.900 euro

Cosa succederà ora? Semplice, quelli che scompariranno, anzi che già stanno scomparendo, sono gli speculatori, che hanno comprato solo per rivendere al massimo, che hanno svuota to il mercato regolare per alimentarne un altro grigio ormai, come già detto, gonfio di orologi ma vuoto di compratori.

La soluzione? Continuare a credere nelle lan­cette e ad acquistare gli orologi, con l’accortez­za di trovare i nuovi a listino nella distribuzio­ne ufficiale, e i vintage al prezzo di mercato da rivenditori affidabili. Nel primo e nel secondo caso si sarà fatta una spesa corretta, destinata a dare soddisfazioni anche in futuro.