Prada (qui una sfilata del maggio 2017), è la seconda griffe tricolore per fatturato con i suoi 3,2 miliardi di euro. Prima di lei solo Luxottica, con 9,1 miliardi © Pietro D'Aprano/Getty Images

Oltre 66 miliardi di euro. È il giro d’affari raggiunto nel 2016 dalle 146 Aziende Moda Italia (con fatturato > 100 milioni), pari al 4% del pil tricolore. È quanto emerge dal rapporto dell’Area studi di Mediobanca sul settore. A confermarsi predominante è l’abbigliamento, seguito dalla pelletteria, ma si distingue per dinamicità la gioielleria (55,7% sul 2012). Da segnalare la predominanza del fatturato estero che, oltre a rappresentare il 64,4% del totale, è anche quello che ha fatto segnare la crescita maggiore: +24,7% sul 2012.
I 15 maggiori gruppi hanno inoltre un peso sempre più importante: valgono il 53% del fatturato aggregato delle Aziende Moda Italia manifattura, il 67% degli utili e il 63% della forza lavoro. Senza contare che vantano anche un maggiore tasso  di  esportazione  (84,1%).
Eppure dal confronto con le loro equivalenti francesi emerge che le aziende d’Oltralpe fatturano e crescono di più, oltre ad essere pure più redditizie. Il  giro d’affari delle Top15 Moda Francia è, infatti, pari a 76,9 miliardi di euro, oltre il doppio di  quello delle  Top15 Moda Italia, ma è più concentrato: il Gruppo Lvmh (37,6 miliardi) vale da solo circa la metà del giro d’affari francese e più di tutto il Top15 Moda Italia. Dal 2012 al 2016 i ricavi delle 15 big francesi (+24,4%) sono aumentati maggiormente rispetto alle Top15 Italia (+18,6%). Anche sui margini industriali, seppur in un quadro comune di flessione, la moda italiana risulta meno redditizia di quella francese: l’ebit margin nel 2016 delle Top15 Francia è del 17,2% contro l’11,6% delle big italiane. In compenso le realtà italiane risultano più solide – debiti finanziari pari al 22,7% dei mezzi propri contro il 35,5%  delle francesi – e soprattutto più liquide: 120% di liquidità sull’indebitamento contro il 51,2% delle francesi.