GoBeyond al via: una call for ideas per il rilancio del Paese

«Non credo che l’Italia abbia fatto un balzo avanti di 20 anni in tre mesi con il cambiamento di abitudini durante il lockdown. Ho, anzi, forti dubbi che sia così: abbiamo solo sostituito la comunicazione di persona con quella in videoconferenza, e a volte adottato delle norme culturali che prima ci sembravano meno importanti. Per esempio, le riunioni iniziano e finiscono puntualmente». È la lucida analisi di Paola Bonomo, più volte inserita tra le 50 donne più influenti nel tech. Al nostro Paese, però, non servono solo narrazioni in questo momento, ma anche azioni, spinte, energie fresche da imprenditori e giovani visionari. Chi vuole sostenerli è GoBeyond, la call for ideas  promossa da Sisal che ha come obiettivo incoraggiare le progettualità innovative per promuovere la ripartenza dell’Italia. I requisiti? Business resilienti e pensati per la collettività. In palio c’è un investimento per realizzare il proprio sogno, un premio assoluto di 50 mila euro e due da 30 mila euro per ciascuna categoria, oltre a un percorso di advisory dedicato per farlo nel migliore dei modi. Le iscrizioni chiuderanno a fine ottobre, quando inizierà il lavoro della giuria presieduta dalla dottoressa Bonomo, consigliere indipendente, angel investor e advisor nel campo dell’innovazione digitale, e Non Executive Director di Sisal.

Paola Bonomo-Sisal-GoBeyond

Paola Bonomo è consigliere indipendente, angel investor e advisor nel campo delle tecnologie digitali. Ha iniziato la sua carriera in McKinsey & Company per poi ricoprire ruoli manageriali in aziende come eBay, Vodafone e Facebook. Dal 2009 socia di Italian Angels for Growth, fa parte di diversi cda. Nel 2017 le è stato assegnato il premio Business Angel dell’Anno in Italia e il Golden Aurora per la miglior business angel donna in Europa

Dottoressa Bonomo, le riunioni in videoconferenza non bastano per la ripartenza. L’Italia rimane tra i fanalini di coda in Europa in termini di competitività digitale ed è ultima per le competenze digitali della popolazione. Come se ne esce?
La trasformazione digitale è in realtà ben altro: è ridisegnare radicalmente processi, costruire e gestire algoritmi per automatizzare o eliminare step decisionali, semplificare e velocizzare radicalmente, essere un anello più veloce della propria filiera avendo al contempo lo sguardo sullo scenario futuro. Questo richiede, in primo luogo, un cambio di mentalità. Da qui l’impegno di Sisal nella quarta edizione di GoBeyond.

Come nuovo presidente della giuria, quali sono secondo lei i punti di forza di questa call for ideas?
Lanciamo la nuova edizione proprio in un momento cruciale per la ripartenza del Paese. Ripartire è un obiettivo collettivo e con GoBeyond vogliamo rispondere a un bisogno attuale per la società: un nuovo inizio, con nuove idee. Raggiungere questo scopo è possibile solo attraverso una rete comune che, per GoBeyond, passa dal supporto di Cvc Capital Partners, al sostegno di tutti gli enabling partner coinvolti, alla comunità di startupper che stiamo coinvolgendo.

In questi giorni è on-air la campagna di GoBeyond, che ha come claim “Il domani ha carta bianca”. Eppure, l’Italia sembra più un palazzo pericolante...
Il concept creativo ideato assieme a Dlv Bbdo è uno stimolo al pensiero. È un messaggio semplice e diretto, ma di grande portata valoriale: il futuro è ormai un presente prossimo più vicino di quel che pensiamo, di conseguenza occorre lasciare spazio alle idee che sono in grado di affrontare il presente, ma con lo sguardo rivolto al futuro, creando valore condiviso per il nostro Paese.

Resilienza e collettività: sono queste le strade che potrebbero trascinarci fuori dalla crisi?
La crisi ha messo in grave difficoltà alcune delle punte di diamante del nostro tradizionale export: moda e lusso, mobile e arredo, turismo. Per fortuna in Italia ci sono imprenditori di grande creatività e slancio in settori chiave dell’economia globale come l’industria 4.0 (robotica, automazione industriale, manifattura di precisione), le scienze della vita (biotecnologie, healthtech, medtech), l’aerospazio, l’architettura e il mondo dell’engineering & construction. A chi sta pensando di avviare un progetto imprenditoriale raccomanderei di riflettere su come la forza del sistema Italia si trovi in settori come questi, tipicamente B2B, e di non inseguire solamente le sirene del B2C. Per questo GoBeyond avrà due ampie categorie da premiare: Business resiliente , per chi facilita la resilienza delle imprese, e Collettività , per le soluzioni concrete alla quotidianità delle persone.

Un anno fa sono arrivate 120 proposte. Quante ne attendete quest’anno?
Il numero delle start up coinvolte nella scorsa edizione è stato sicuramente un elemento di successo, che ha portato GoBeyond a posizionarsi come call for ideas  di rilievo nel panorama italiano. Dietro questo dato ci sono due chiavi di lettura interessanti: la prima riguarda la provenienza delle start up, con progetti generati da tutto il territorio nazionale; e la seconda, riguarda l’eterogeneità delle proposte raccolte, da iniziative di studenti universitari sino a giovani realtà imprenditoriali già supportate da un pool di investitori. Quest’anno i premi in denaro per i vincitori – che costituiscono grant, ovvero a fronte dei quali Sisal non richiede alcuna forma di partecipazione all’azionariato – sono ancora più importanti. Sono quindi convinta che saremo in grado di registrare una partecipazione significativa in termini numerici, ma soprattutto per la qualità delle idee.

Il Covid-19 può essere davvero un’opportunità?
Credo che l’Italia debba essere consapevole di due aspetti fondamentali. In primo luogo, non esiste rilancio dell’Italia senza un rilancio dell’economia europea. In secondo luogo, l’importanza della scuola e dell’educazione Stem, in particolare per le ragazze: non ci sarà crescita se non riusciremo a coinvolgere molte più giovani donne nelle discipline del progresso scientifico e tecnologico.

Tra i nuovi partner di questa edizione, si è aggiunto Angels4Women. Pensa che nel mondo dell’innovazione il gender gap sia ancora uno degli aspetti da migliorare?
Certamente. Secondo Linda Scott, autrice di The Double X Economy , la piena partecipazione delle donne al mondo dell’imprenditorialità, il loro accesso su base paritaria al credito, e la loro possibilità di raccogliere capitali a titolo di equity sono tra le chiavi di una crescita economica sostenibile e inclusiva. Una delle raccomandazioni conclusive del libro è proprio la creazione di gruppi di business angel dedicati all’investimento in imprese trainate da donne: Angels4Women, lanciato a fine 2018 con la sponsorship del gruppo Axa, è il primo gruppo di investimento in Italia a rispondere a questa esigenza.

Tra le novità di questa quarta edizione è l’attenzione all’aspetto educational con una piattaforma rinnovata.
L’attenzione all’aspetto educational è stata possibile grazie al supporto del network formato dai partner, che hanno messo a disposizione le loro competenze e esperienze per creare contenuti editoriali di grande utilità, soprattutto per chi è alle prime armi come imprenditore.

La pandemia ha messo anche in crisi il modello globalizzato. Quali saranno gli effetti di questo processo?
Credo che i processi di reshoring  e l’emergere di filiere regionali anziché globali sarà guidato, in particolare in ambito tecnologico, più da considerazioni geopolitiche che dagli effetti della pandemia. Ci sono però filiere dove il ripensamento indotto dalla pandemia sarà fondamentale, perché coerente con il trend di lungo periodo che vede i consumatori più consapevoli dell’impatto dell’uomo sull’ambiente.

La “scoperta” dello smart working spinge molti a sognare lo svuotamento delle grandi città: è questo il futuro?
Sono ottimista sul futuro delle città: ogni volta che nella storia sono state svuotate dalle epidemie, sono tornate a riempirsi. È vero che oggi abbiamo a disposizione tecnologie e reti che in passato non esistevano, ma il vantaggio sociale, culturale e di opportunità delle città – documentato da Enrico Moretti nel 2012 ne La nuova geografia del lavoro  – difficilmente si ridurrà a favore della provincia. È proprio grazie a un uso intelligente delle tecnologie che anche le città del futuro potranno essere più “smart”, più sostenibili, e più belle di quelle di oggi.

Intervista pubblicata su Business People, settembre 2020